Non bastava la Francia, adesso anche il governo inglese sembra voler dichiarare guerra al file sharing, seguendo il modello della dottrina Sarkozy.
Oggi il primo ministro Gordon Brown presenta in Parlamento un disegno di legge contro il download di contenuti multimediali protetti da copyright digitale, il quale predispone il taglio della connessione a banda larga per chi, debitamente avvertito, persisterà nello scaricare materiale protetto con DRM, Digital Roghts Management. I sondaggi danno l’opinione pubblica contraria ai suoi piani. Proprio un rapporto stilato all’interno dello stesso governo, il Digital Report, aveva indicato, nello scorso giugno, eccessiva la severità dell’esecutivo e consigliato mezzipiù morbidi.
Tra queste, un primo avviso a chi eccedeva nel file sharing mediante una lettera, per informare gli utenti che le loro attività possono portare a una azione legale. Solo in seguito, suggeriva il rapporto, e se il downloading illegale non si fosse ridotto del 70 per cento, si sarebbe potuto pensare a misure tecniche per combattere la pirateria iinformatica.
Sarebbero quindi entrate in gioco le aziende quali British Telecom, autorizzate a rallentare le connessioni dei downloaders più incalliti. Nella proposta di oggi, invece, subito dopo le lettere verrebbe il taglio alla connessione, sebbene sarebbero garantite le condizioni per poter accedere a servizio pubblici di base su Internet.
A far sperare gli utenti britannici c’è il precedente francese, dove una legge simile, quella dichiarata dei 3 colpi, è già stata rigettata come incostituzionale e nel Regno Unito le associazioni di tutela della privacy hanno già annunciato azione legale, sostenendo che un simile provvedimento, se approvato, sarebbe in contrasto con i diritti umani fondamentali.
Anche l’Inghilterra contro il file sharing 26 agosto 2009 - 18:52
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