07-07-2009

Crolla la “Diga Verde” cinese

Sembrava oramai certa l’introduzione della “Diga Verde”, così veniva chiamato il software da installare su tutti i computer venduti in Cina, che poteva impedire l’accesso a deteminati siti web.Non solo. Diga Verde poteva funzionare da vera spia, così da facilitare il lavoro di polizia e servizi segreti nell’individuazione di attivisti cinesi. Il Miti, ministero dell’infrastrutture e tecnologia della Repubblica Popolare Cinese, lo voleva a tutti i costi, tanto che lo aveva imposto anche a tutte i produttori di hardware cinesi ed internazionali. Era nato come un filtro anti-pornografia, ma poi si era scoperto che poteva fare molto più cose. -Perchè non usarlo per tutto?- avrà pensato qualche dirigente del Ministero. Invece il progetto va in soffitta proprio nel giorno della sua attuazione.

Screenshot della Diga Verde

Screenshot della Diga Verde


Ma veniamo al fronte del no, cioè a quel mix eterogeno che è riuscito a fermare per ora il dispositivo di censura e blocco della navigazione. Prima di tutto Obama. Il nuovo presidente degli Stati Uniti si era vivacemente opposto, sia per il sostegno alla democrazia sia per sostenere due colossi della produzione hardware made in USA, cioè Dell ed Hp, i più grandi esportatori in Cina. Si parlava anche di una probabile denuncia al Wto – World Trade Organization. Infatti i produttori di computer che erano già pronti alla diga verde erano solamente due: Lenovo, cinese, ed Acer, taiwanese. Gli altri erano contrari, soprattutti chi aveva enormi magazzini pieni di pc ancora da vendere. Anche l’Unione Europa si adoperava per fare pressione sul blocco del software anti-censura, nonostante il presidente cinese Hu Jintao circolasse a Roma a fare shopping nei giorni che precedevano al G8.
Poi c’era il fronte interno. Gli attivisti cinesi hanno incaricato un gruppo di brillanti avvocati per segnalare come la Diga Verde fosse contrario alle leggi cinesi vigenti. Il pool ha lavorato molto bene, sopratutto assumendo un colore neutrale, una strategia che ha portato i suoi frutti.

Vittoria su tutta la linea? No, perchè il progetto è stato rimandato a data da destinarsi. Oltretutto vengono mantenuti i blocchi di controllo su Google e Youtube di cui precedentemente vi avevamo riferito.

Share
Scritto da Simone Corami. 1 commento
  1. Obama ed il partito dei 50 centesimi « 19 novembre 2009 - 12:56

    [...] era nata la grande repressione che si era scagliata verso Google, oppure in provvedimenti come la Diga Verde. Ma allora si è creata un’altra strategia, quello di prendere molti blogger che dissemino, [...]

Lascia un Commento



news