La geografia del mondo è sempre in cambiamento, ma noi occidentali sembriamo capirlo troppo tardi, tanto da considerare ancora attuale la visione di un occidente dove la tecnologia è capillarmente diffusa. Ma i tempi cambiano ed Iran ci sono 60 milioni di utenti mobili, molti di più di tanti paesi dell’Unione Europea.
Prima di tutto va detto che metà della popolazione dell’antica persia ha meno di 30 anni, un dato demografico che fa impallidire i dati di crescita dei paesi occidentali. I surfer su Internet sono 30 milioni ed in crescita, soprattutto per quanto riguarda i social network ed i blog, dove in una classifica mondiale l’Iran si inserisce al quarto posto.
Altro elemento fondamentale è come lo stesso regime iraniano sia sponsor della tecnlogia. Il quarto operatore mobile, Taliya, è di proprietà del Rafsanjan Industrial Complex, complesso industriale appartenente alla famiglia dell’ex presidente della Repubblica Rafsanjani, sconfitto nel 2005 dall’attuale Ahmadinejad.
La prima telecom del paese è la TCI, di proprietà governativa, con una quota di mercato pari al 65%, che nel 2009 ha subito una privatizzazione parziale del 50%, anche se doveva essere venduta totalmente.
Solo da questi dati si percepisce uno scenario in forte mutamento, se pensiamo anche ai finanziamenti per il programma nucleare, che il governo ha sempre ribadito essere solamente per scopi civili. Tale affermazione però fa sorgere molti dubbi, anche perchè l’Iran ha una delle riserve di petrolio più grandi del pianeta.
Tornando però alla crescità della tecnologia, il problema del regime di Teheran è come fermare la protesta senza riuscire a bloccare il web e lo sviluppo dell’economia.
