35.000 fra siti e blog studiati dal Berkam Center for the Internet Society dell’università di Harvard, allo scopo di approfondire l’impatto dei blog sulla democrazia nei paesi arabi, ma soprattutto per eleaborare gli scenari futuri di una delle aree più topiche del mondo. I risultati sono stati pubblicati pochi giorni fa in “Mapping the Arabic Blogosphere: Politics, Culture and Dissident”. I paesi conivolti dalla ricerca sono il Marocco, la Tunisia, l’Algeria, l’Egitto, l’Arabia Saudita, il Kuwait, l’Iraq e la Siria. Sono circa 6mila quelli più frequentati. I bloggers arabi risultano essere nella maggior parte giovani e di sesso maschile. Il paese con la più alta concentrazione di donne blogger è l’Egitto. Ricerca che assume un valore più forte visti i fatti che stanno succedendo in Iran.
I ricercatori hanno identificato le testate d’informazione più seguite: su tutte Al-Jazeera, seguita dalla BBC e da Al-Arabiya. Molto cliccati anche YouTube, dove i giovani arabi preferiscono guardare video a sfondo politico e culturale, e Wikipedia sia nella versione araba che in quella inglese. Molti blog sono in forma di diario ma quando i web-writers affrontano la politica restano legati agli argomenti del Paese di provenienza. L’unico tema trans-nazionale molto trattato è la questione palestinese e in particolare la situazione di Gaza.

Anche la religione è un argomento importante trattato, ma nella maggior parte dei casi da un punto di vista molto personale. Al centro dell’attenzione anche il tema dei diritti umani. Sul terrorismo i bloggers arabi si mostrano ipercritici e non mancano dure riflessioni sulla politica estera degli Stati Uniti d’America.
L’esito dello studio ha permesso ai ricercatori americani di affermare che “come nel resto del mondo, anche nei Paesi arabi le comunicazioni basate su Internet offrono nuovi canali per l’espressione dei cittadini e contribuiscono a creare un contraltare all’informazione pubblica tradizionale“.
Il pdf finale è disponibile qui.