A tu per tu con Evan Williams, co-fondatore e CEO di Twitter, il social network più osservato del mondo, soprattutto dopo le manifestazione del movimento dell’Onda Verde in Iran.
“Riuscire a raccontare al mondo quello che il governo iraniano cercava di nascondere è stato estremamente gratificante” afferma Williams, che annuncia come tutti stiano lavorando per creare un sistema di referenzialità per le news che arrivano attraverso i tweets. Twitter infatti sta diventando una sorta di newwmaker sempre attivo e Williams capisce le perplessità dei media tradizionali riguardo la veridicità e credibilità delle fonti e delle notizie stesse.
“Se un tweet viene da un telefono mobile in Iran, ci sono ancora delle possibilità che si tratti di un falso“, ha detto, per cui ora Twitter sta lavorando ad un sistema che tracci la geografia del tweet e su un sistema di rating che valuti le notizie, un sistema gestito dagli stessi utenti. Non tutti potrebbero essere d’accordo, ma se si pensa agli studi di Jenkins sulle fan community si comprende come abbia grandi possibilità di funzionare, anche se la materia è più delicata.
Una delle sfide, ha proseguito Williams, è l’equilibrio tra anonimato – chiunque può creare un account su Twitter – e affidabilità. Egli ha osservato che l’anonimato è stato fondamentale per gli iraniani per evitare la repressione del governo, ma il problema fra anonimato e ficucia resta.
Williams è stato l’oratore di apertura pochi giorni fa al convegno annuale della Online News Association. Egli ha ricordato come Twitter sia comunque un’azienda finanziata da un venture capital e che deve produrre utili, ma che è sempre attenta alle esigenze che emergono dai tweets dei suoi utenti. Con la novità degli elenchi partirà un’innovazione nel modo di gestire i tweets, sia per geografia che per temi, dando strumenti che siano sempre polifunzionali. A Williams, che ricordiamo è un imprenditore della Sylicon Valley è stato chiesto un consiglio su come gestire le startup dell’IT.
“Una cosa che cerchiamo di tenere a mente è che non sappiamo che cosa accadrà e, pertanto, non abbiamo mai una visione così giusta di quello che stiamo facendo. Sul web le cose non accadono mai come pensi“.
Williams ha anche parlato di come è nato il nome Twitter. “All’inizio visto che tra noi ci mandavano i messaggi via cellulari messi in vibracall, pensavano a twitch, come uno strappo. Ma non aveva una connotazione positiva. Twitter ha la connotazione di uccelli che cinguettano. Io non so chi ha iniziato a chiamarli tweets. In un primo momento abbiamo pensato che non fosse adatto, ma poi l’abbiamo adottata“.