Le autorità cinesi hanno bloccato Google e tutti i suoi strumenti relativi, come Gmail, Docs e Calendar, per un periodo di almeno 24 ore. E’ l’ennesimo attacco che il governo di pechino fa verso il motore di ricerca più famoso nel mondo, per il suo “ostinarsi” a non cancellare contenuti ostili al governo della Repubblica Popolare Cinese.
“Abbiamo ricevuto delle notifiche da parte di utenti che non hanno potuto accedere a Google.com in Cina – spiega Marsha Wang, portavoce dell’azienda di Mountain View – stiamo investigando sulla cosa e speriamo che il servizio sia presto ripristinato“. Effettivamente, stando ai tabulati del sito Herdict.org, tra ieri ed oggi è comparso un vero e proprio picco d’inaccessibilità, riportato per numerosi ISP cinesi. I netizen cinesi sono convinti che questo blocco sia una mossa per distrarre l’attenzione dal Green Dam Youth Escort, programma di censura che verrà preinstallato o distribuito su CD a partire dal 1 luglio.
Intanto è stato arrestato Liu Xiaobo, attivista cinese per i diritti umani, firmatario ed estensore di Carta08, un documento firmato da 300 personalità in cui si chiede al governo cinese di rispettare i diritti umani, attuare riforme politiche e garantire l’indipendenza del potere giudiziario. La polizia avrebbe rifiutato anche l’avvocato di Xiaobo, perchè anch’esso firmatario del documento. Liu Xiaobo è da decenni al centro delle contestazioni verso il governo. Nell’89, alla vigilia del massacro di Tiananmen, per spingere la leadership al dialogo con il movimento, aveva partecipato agli scioperi della fame attuati dagli studenti sulla piazza. È stato fra gli ultimi a lasciare piazza Tiananmen, assistendo al massacro e ha subito per questo 2 anni di prigione.
Il crimine di “incitamento alla sovversione contro il potere dello Stato” è stato adottato dal codice penale cinese nel 1997 ed è usato in modo regolare contro personalità che cercano soltanto libertà di espressione. Vi sono decine di dissidenti non violenti imprigionati per questo motivo. Fra essi vi è pure Hu Jia, vincitore del premio Sakharov 2008 e candidato al Nobel per la pace, che sta scontando 3 anni e mezzo di prigione per aver pubblicato sul web alcuni articoli sulla necessità della democrazia in Cina.

Crolla la “Diga Verde” cinese « 7 luglio 2009 - 14:03
[...] vengono mantenuti i blocchi di controllo su Google e Youtube di cui precedentemente vi avevamo riferito. Scritto da Simone Corami. nessun [...]