16-06-2009

Twitter Iran Revolution

Vent’anni dopo Piazza Tien-An-Men, i giovani tornano a protestare con forza in Asia, imponendosi all’attenzione mondiale. Dopo le elezioni presidenziale in Iran, che ufficialmente hanno visto la riconferma di Ahmadinejad, si è scatenata la protesta per presunti brogli elettorali a scapito del candidato moderato riformista Musavi.
Incidenti e cariche della polizie sembrano respingere le manifestazioni spontanee ed organizzate, come quella che ha visto ieri a Teheran decine di migliaia di persone marciare per le strade con alla testa proprio il presunto sconfitto Musavi. Il governo iraniano ha rimpatriato molti giornalisti, chiudendo anche la stazione televisica Al-Arabya, ma grazie all’aiuto delle nuove tecnologie la censura sembra non funzionare adeguatamente.
blog_tehran_protester
Facebook, Youtube, ma soprattutto Twitter, sono diventati protagonisti del tam-tam scatenatosi dall’inizio della rivolta iraniana, che si sta allargando a macchia d’olio da Teheran per tutto il paese.
Un account Twitter su tutti, da cui partire per tracciare, fra reply e retweet, le fonti libere di notizie da e su tanti elettori iraniani che non si riconoscono nel risultato elettorale, e non solo, è @StopAmadi. Chi volesse tenersi aggiornato sullo stato dei fatti può seguire i seguenti account su Twitter: @persiankiwi, @parhamdoustdar, @johnperrybarlow, @IranRiggedElect. Per seguire la discussione anche fuori dall’Iran potete invece cercare l’hashtag #IranElection (sempre su Twitter).

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Scritto da Simone Corami. 1 commento
  1. Saviano ricorda l’Onda di Teheran « 12 novembre 2009 - 10:25

    [...] a usare tutte le potenzialità delle nuove tecnologie e dei social network, parlammo anche noi di Twitter Revolution. Poi perchè oggi il movimento non è finito e, purtroppo, neanche la repressione. Inoltre [...]

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