Sbagliano, sbagliano! Anche Google commette errori, come la questione privacy nel nuovo social network Google Buzz, che per ora ha raccolto più dubbi e critiche, che onori e gloria. Così sta per partire una class action contro di loro.
Rinfreschiamoci la memoria. Una class action è una causa che un gruppo di individui, cittadini o imprese, fa contro una determinata parte perchè ha visto violati i suoi diritti.
La question privacy è stata subito forte dopo l’uscita di Buzz, il social network di Gmail, che dimostra i ragazzi di Big con l’aspetto sociale della rete non ci sappiamo davvero fare.
Il nodo cruciale è la gestione dei contatti, perchè non è come su Fb o Twitter, dove si fa una scelta se chiedere amicizia o seguire una persona. Buzz aggiunge automaticamente i contatti in base alla frequenza di comunicazione tra i vari account: eclatante è il caso di una donna riportato da Hacker News dall’eloquente titolo “Fuck you, Google”.
In parole povere dopo aver usato per diverso tempo il proprio account privato Gmail per comunicare con mamma e fidanzato, la donna si è trovata aggiunta automaticamente tra i follower anche il proprio ex-marito, non proprio uno stinco di santo, con relativa condivisione di like su Google Reader e commenti vari condivisi con l’attuale compagno. Apriti cielo, come diremmo dalle nostre parti.
Il San Francisco Chronicle racconta di due cause intentate a San Francisco e Washington, dove tale Eva Hibnick e i suoi avvocati avrebbero denunciato Google per violazioni plurime delle leggi sulla privacy, in particolare il Computer Fraud and Abuse Act.
La richiesta fatta dagli studi legali chiede che sia imposto a Google di non ripetere gli errori commessi con Buzz e, ovviamente, che sia pagato un risarcimento a tutti quanti gli utenti Gmail, il che significherebbe dare soldi a più di 31 milioni di persone.