Google ha annunciato per la fine del 2010 il lancio di Newspass, un sistema di pagamento per i contenuti, news comprese. Il gigante di Mountain View ha stretto un patto con gli editori per condividere dati e guadagni. Parliamo della stessa azienda che era entrata in guerra contro Rupert Murdoch per lo stesso argomento.
Proprio all’indomani dell’annuncio del tycoon australiano di News Corp, che aveva detto di ritirare tutto il suo impero mediatico dalle indicizzazione di Google, i ragazzi del più famoso motore di ricerca, si erano indignati ed avevano promesso di difendere la gratuità del loro servizio di news. Certamente Murdoch dalla sua aveva le sue ragioni, il traffico di Google News non raggiungeva il sito dei giornali online, levando così anche le possibilità che potevano avere con la pubblcità. Noi di techmex ne avevamo parlato ampiamento, visto che l’argomento era andato oltre la natura economica ed aveva coinvolto la natura stessa della rete. Non ci sono ancora i particolari tecnici di Newspass e non sappiamo quello che ci aspetta. Sappiamo però che sarà Google stessa a gestire gli introiti per poi distribuirli agli editori e agli autori dei contenuti.
Questa notizia l’abbiamo appresa da Repubblica, che da tempo impedisce l’uso dei suoi articoli dal suo sito internet. In Italia era stato proprio Carlo De Benedetti a parlare dell’introduzione di micropagamenti per i giornali online.
Vittorio Zamabardino, stimatissimo blogger che scrive su La Repubblica, ha così commentato: “Google si è dovuto precipitare verso la creazione di un suo modello commerciale, che finora non era nato perché a Mountain View pensavano di poter sfruttare all’infinito i produttori di contenuto, dandogli in cambio la miseria dei link. E qui appare lungimirante la guerra di Murdoch contro Big G, che a molti non era piaciuta“.
Possiamo parzialmente condividere la posizione di Zambardino, perchè sicuramente a fronte del lavoro, Google non ha mai dato un compenso a chi fornisce i contenuti, questo non ci sembra giusto, visto che ogni contenuto è prodotto di un lavoro.
Ma restano degli interrogativi comunque a cui speriamo al più presto di avere risposta. Quale sarà il destino della cultura free nella rete? Come funzionerà il sistema Newspass? Per ora sappiamo solo che sarà integrato fra web e mobile, ma forse neanche a Mountain View hanno le idee chiarissime.
Un ultimo interrogato è quello di natura squisitamente economica, sul fatto che Google, ad oggi il maggior gestore della pubblicità web, diventare anche na sorta di esattore con moltissime entrate. Ma se io posso scegliere fra innumerovoli fonti di contenuto, perchè devo avere un solo gestore per tutto? E Google ha davvero perso questa guerra contro Murdoch?
18-06-2010
Google, presto addio notizie free
Scritto da Simone Corami. nessun commento