Sta scoppiando un caso che vede Google protagonista come censore. Da poco è stato introdotto il nuovo sistema di Google Instant, che anticipa il completamento delle parole che cerchiamo nello spazio della query. Big G si difende dicendo che in questo modo si difendono i bambini da risultati inopportuni. E poi?
Oggi basta inserire alcune lettere che Google tenta di indovinare le nostre intenzioni di ricerca basandosi sul suo storico giornaliero, circa un miliardo di ricerche al giorno. Le parole, ben 2600 finora, escluse dalla ricerca suggerita sono tutte a sfondo sessuale o di violenza. Almeno così dicono quelli di Google, che mettono sullo stesso piano le parole culo o porno, con bisessuale o lesbica. Google non parla di censura ma è sua intenzione salvaguardare i minori da risultati impropri, che possono impressionare i bambini di fronte ad un computer.
La loro dichiarazione a riguardo è questa: “Ci sono una serie di motivi per cui può non essere vista una query di ricerca per un particolare argomento. Tra le altre cose si applica una limitata serie di politiche di rimozione per la pornografia, la violenza e l’odio . E ‘ importante notare che la rimozione della query da completamento automatico è un problema difficile e non così semplice come mettere termini e particolare e frasi in una blacklist.
Abbiamo oltre un miliardo di ricerche al giorno. A causa di questo, usiamo un metodo algoritmico per le rimozione, ma questo non è ancora perfetto. Noi continueremo a lavorare per migliorare il nostro approccio al trasloco in completamento automatico e ad ascoltare con attenzione i commenti dei nostri utenti.
I nostri algoritmi non guardano solo a parole specifiche, ma alle query composte di quelle parole e in tutte le lingue. Così, per esempio , se c’è una brutta parola in russo, si può rimuovere una parola composta tra cui la traslitterazione della parola russa in lingua inglese. Questo sistema non è né perfetto né istantaneo e continueremo a lavorare per renderlo migliore “.
Un impegno lodevole non c’è che dire, ma lo scopo qual è? In tutte le best practice che riguardano l’uso della rete da parte di bambini si consiglia la presenza di un adulto. O forse dobbiamo rimuovere l’imbarazzo di un genitore nello spiegare che esistono persone che hanno rapporti sessuali con uomini e donne? Inoltre quando si comincia una lista nera si sa dove si parte ma mai dove si finisce, visto che la Cina o l’Iran hanno sistemi di protezione da contenuti non adatti a minori. Ma forse è giusto, tanto ai bambini basterà guardare un telegiornale o un reality per rifarsi delle ricerche mancate.
Se siete adulti e volete leggere le 2600 parole nella blaclist andate qui.