Se quelli di Google sapessero che ho accostato la parola punk al loro brand mobile non credo che mi farebbero i complimenti, ma resta il fatto che creare uno strumento che permette di realizzare applicazioni per Android, superando la conoscenza tecnica, ha un forte potere liberatorio sulla creatività delle persone ed un senso di infinita immedietezza.
Google App Inventor è l’applicazione per creare applicazioni: anziché scrivere codice, il creatore disegnerà visivamente i mattoncini base del programma che intende ottenere per poi dar loro vita mediante bottoni dalle funzionalità predefinite e associabili agli oggetti creati.
App Inventor, che si avvale del progetto Open Blocks del MIT, è possibile avere il pieno controllo dello smartphone e utilizzare tutti i suoi sensori, di movimento e GPS, il telefono, e anche storicizzare dati su database. Utilizza il solo browser e la tecnologia Java Web Start per svolgere il suo lavoro, ed è compatibile quindi con Linux, Mac OS X e Windows; se volete più info basta andare sul tutorial.
Ma non finisce qui. Se non avete uno smartphone Android potete comunque provare le sue applicazioni sul vostro PC, attraverso un simulatore che i ragazzi di Mountain View stanno perfezionando, mentre sono giù al lavoro per la nuova versione, la 2.2, del loro sistema operativo mobile.
Certo non stiamo dicendo che Google diventerà un’ente di assistenza, è sempre un’azienda che deve dare profitti, ma è quella che meglio ha capito il potere delle community e della rete, nel bene e nel male naturalmente. Quindi come negli anni ’70 molti ragazzi misero il jack di una chitarra dentro un amplificatore senza sapere cosa fosse una scala armonica, vediamo cosa tireranno fuori i ragazzi oggi che magari hanno tante idee ma non una conoscenza specifica dellla programmazione.
14-07-2010
The Android Punk Revolution
Scritto da Simone Corami. nessun commento