16-07-2010

Jobs, giù dal piedistallo?

In attesa della conferenza stampa di oggi, prevista per le 19 italiane, vengono fuori altre cose interessanti sul caso Jobs. La prima è abbastanza clamorosa: Steve Jobs fu informato, già in fase di progettazione dell’iPhone4, dei problemi che poteva avere l’antenna del melafonino. Conclusione: tali avvertimenti sono stati ignorati.
La notizia è stata diffusa da Bloomberg, che documenta come Ruben Caballero, senior engineer di Apple ed esperto nel design dei sistemi di ricezione, avesse steso un rapporto sul problema della perdita di segnale. Apple ha smentito la notizia data fal network di informazione, molto noto negli ambienti della borsa. Ma se fosse vero? Prima di tutto perchè Caballero dovrebbe inventarselo, poi perchè Bloomberg dovrebbe inventarselo, ultimo i problemi ci sono veramente. Ma se fosse vero e non fosse stata presa una soluzione in merito, perchè Apple ha continuato a mentire ed inventare scuse con i suoi clienti?
Tra l’altro alcuni analisti finanziari fra ieri ed oggi hanno fatto circolare la previsione che se Apple continuasse a crescere con questa progressione in due o tre anni potrebbe essere la più importante azienda americana. Potenza delle PR per limitare i danni in borsa. Se ci sarà il tanto paventato recall degli iPhone 4 venduti, che costerebbe 1.5 miliardi di dollari, oltre il danno di immagine e reputazione, come si fa a prevedere di conservare questo tasso di crescita? Magari aspettare stasera sarebbe stato meglio, sempre che non sia un bel comunicato passato dalla casa-madre a questi analisti. Tra l’altro anche le vendite di iPad sembrano segnare il passo in questi giorni.
Poi ci si mette anche Google, che ha risposto seccamente alle accuse di aver copiato iPhone per il loro OS mobile Android, sempre lanciate da Jobs. Durante la Allen & Co. Conference di Sun Valley, Larry Page ha accusato il Ceo della mela di essere un bugiardo. Sic et Simplicitur
Nei giorni scorsi, infatti, Steve Jobs ha affermato più volte che i rapporti tra Apple e Google erano cambiati proprio quando Big G ha deciso di entrare nel mercato della telefonia cercando di insidiare la posizione dell’iPhone: “Noi non vogliamo competere nel settore della ricerca su Internet, loro cercano di attaccare iPhone, ma non gli lasceremo campo libero”. Certo un americano che critica la concorrenza è peggio di un russo che non beve vodka.

Questa la risposta di Page: “Questa ricostruzione è frutto di una interpretazione di parte. Noi abbiamo lavorato per anni su Android con l’intenzione di produrre telefoni che fossero capaci di andare in Internet e con navigatori di buona qualità e questo perché non esisteva nulla del genere sul mercato. Penso che una ricostruzione che ci dipinge come arrivati in ritardo e sulla scorta di altri non è davvero credibile”.

A smorzare i toni ci ha pensato Eric Schmidt, amministratore delegato di Google ed ex membro del consiglio di amministrazione Apple, il quale fa sapere che, malgrado questi dissapori, Google e Apple continueranno continueranno a collaborare e che il mercato è abbastanza per tutti e due..

Share
Scritto da Simone Corami. nessun commento

Lascia un Commento



news