sottotitolo: Attiva lo smartphone di Microsoft e a Google sono già nervosi. D'altronde potrebbe essere un concorrente pericoloso sullo stesso segmento di mercato.
“Penso che le schermate che ho visto sono interessanti, ma il mondo non ha bisogno di un’altra piattaforma!” Così Andy Rubin, capo del Dipartimento di Google Android, sull’arrivo di Windows Phone 7. Gentile signor Rubin questo lo lasci dire agli utenti! E’ sempre stupefacente vedere quanto questi alfieri del libero mercato si trincerino dietro queste frasi quando arriva una novità. I ragazzi di Big G comunque hanno già fatto la loro scelta riguardo il nuovo dispositivo mobile di Microsoft:odiarlo. Nella maggior parte dei casi ciò che si odia e cìò che fa paura. Perchè per Google WP7 è un brutto concorrente, visto che verrà prodotto anche dalle stesse aziende che producono i dispositivi per Android. 5 i marchi che produranno smartphone con sistema operativo Microsoft: HTC, Samsung, LG, Dell ed ora anche ASUS.
Negli Stati Uniti la connettività sarà garantita dall’At&T all’inizio, la stessa di iPhone, ma la Apple non ha rilasciato nessuna dichiarazione in merito all’uscita della nuova piattaforma, a mio avviso per due motivi:
1) Gli utenti Apple odiano già Microsoft(!),
2)WP7 andrà a incidere sullo stesso segmento di Google e blackberry, soprattutto per il discorso della convergenza di cui abbiamo parlato in un precedente post.
Nel video che vi mostriamo qui sotto, di oltre 13 minuti, ci sono dei dettagli in più sull’uso del sistema operativo dello smartphone di Microsoft, compresa la suite di Office.
Per quanto riguarda Verizon, altro fondamentale operatore USA, la situazione è più complessa. Si parla di un supporto per Microsoft solo da fine 2011. L’operatore ha rassicurato Google e ha confermato che supporterò il Droid di Motorola, che come sempre ha avuto fortuna solo negli Stati Uniti, ma c’è chi parla che potrebbe supportare WP7 già dalla primavera.
sottotitolo: Secondo un'indagine di Zogby la maggioranza dei possessori di iPhone sarebbe vicino ai conservatori americani. Jobs o Saraa Palin?
Negli Stati Uniti si avvicinano le elezioni di mid-term, terreno molto difficile per la presidenza di Barack Obama, soprattutto per l’entrata in scena dei Tea Party. I Tea Party sono dei movimenti neo-conservatori, diciamo con posizioni anche di estrema destra, che sono scesi in campo contro la deriva socialista, come la chiamano loro, della nuova linea poltica di Obama. Non si tratta di qualche contadino, perchè pare che amino molto i tech-gadget, come l’Iphone. Avevamo già riportato in un post precedente una ricerca che parlava delle caratteristiche socio-demografiche dei possessori di tech-gadegt Apple, in quel caso era l’iPad. Stavolta l’indagine è stata realizzata dalla Zogby, istituto di fama internazionale per la sua serietà, è ha catalogato gli orientamenti politici dei possessori di iPhone, Blackberry e Android. Il 60% degli utenti del device Apple non solo ha un’orientamento repubblicano, ma apprezza Sarah Palin ed il Tea Party. Per gli altri invece si segnala una sottile preferenza verso i democratici, sostanzialmente un 55% vs 45%. Beh, un dato interessante anche per comprendere certe decisioni della politica del mercato delle Apps di Apple, come il blocco di contenuti espliciti, anche solo di nudità, ma anche quello di tralasciare certe app che non sono totalmente politically correct verso le minoranze etniche. Certo da aggiungere che Apple ha solo il 24% di quota di mercato, contro il 39% di Blackberry ed il 18% di Android.
Nel quartier generale di Apple la cosa non ha suscitato entusiasmi. Le ipotesi sono due. La prima, la più leggera è che Jobs e soci vedono il loro marchio legato ad una nuova campagna di stampo nazionalista del made in Usa, non positivo visto quanto punta la società verso i mercati globali. La seconda, che fa oggettivamente più paura, è che si vedono legati ai movimenti estremisti cristiani e a quelli di estrema destra, che non accettano l’integrazione razziale.
Forse la politica dell’uomo solo al comando, che Steve Jobs ha incarnato per Apple, può essere stata travisata. O forse anche il Tea Party ha creduto troppo nel claim: “Apple vi ama”.
sottotitolo: Arrivano le tv di Google ed Apple. In Italia? Le cose non sono facili, visto che il governo potrebbe cadere sul wi-fi. Che succederà?
Oramai sono una realtà. I due giganti hanno la loro tv, Apple si prepara a lanciare la seconda versione e per Google è imminente la presentazione della sua offerta televisiva. E il governo cosa c’entra? C’entra eccome, visto che forse il governo italiano potrebbe cadere sulla question wi-fi, nonostante la fiducia incassata la scorsa settimana e visto che il tycoon della nostra tv non vede di buon occhio l’entrata di altri concorrenti sul mercato. Ma andiamo con ordine.
Il video ci mostra come si presenta la tv di Apple di seconda generazione. Un piccolo hardware con tanto di telecomando che può essere collegato al vostro televisiore, alla connessione di rete, alla super-connessione ed anche con una presa per l’HDMI, alta definizione a 720P per la visione in HD, ci aspettavamo qualcosa di più visto che già Sky supporta il 1080P. Naturalmente si connette per lo streaming con iTunes 10 con il proprio account e con Netflix per l’acquisto e la visione di programma televisivi, film e quant’altro. Anche qui è richiesto un account, ma si fa in pochi minuti. Naturalmente è possibile accedere alla proria library residente sul proprio Mac o sul proprio hard disk. Come telecomando presto si potrà usare il proprio iPhone, iPod ed iPad. C’è un menù dedicato ad Internet con la possibilità di vedere Youtube, Flickr, Netflix ed il proprio Mobile Me. La spesa per l’hardware oscilla tra i 99 e i 119$. Sostanzialmente è questo, niente di più e niente di meno.
La piattaforma di Google sembra simile, ma non è così. Infatti Google sta cercando di creare un merge vero e proprio, un prodotto ibrido fra internet e tv. Già nel breve Quick Tour si posso vedere le diverse potenzialità dell’offerta di Big G. Prima di tutto la possibilità di usare Google Search direttamente sul televisore, sia per quello che riguardano film e video, ma anche la classica ricerca che utilizziamo tutti i giorni. Anche qui basterà un semplice telefono con Android come telecomando. La possibilità di creare un homepage personalizzata con applicazioni, canali televisivi e siti internet appena si accende il televisore. La presenza della Dual View, cioè saltare dal web alla tv simultaneamente, di registrare programmi on the cloud, si presume sfruttando lo spazio Gmail e la gestione facile dell’interfaccia con il proprio televisore, tv via cavo, satellite ed altri dispositivi del genere.
Infatti Google Tv sarà disponibili o attraverso dei televisori predisposti, c’è un accordo con la Sony, oppure con un setup box, simile a quello di Apple. Ma la punta di diamante sono le apps che Google sta sviluppando sia per Android e sia per la sua piattaforma televisiva dedicata.
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Le apps permettono il collegamento con tv shows e molto altro in maniera automatica, il codice sarà aperto, come negli standard degli smartphone di Andoid.
Ora come impressione generale mi sembra che i due contendenti abbiamo scambiati i ruoli. Google sembra aver imparato la lezione di Apple – personalizzazione, applicazione, possibilità di co-branding forti – mentre Apple si sia affrettata a confezionare un prodotto un pò chiuso e sullo stile iTunes, senza sfruttare pienamente le possibilità del web.
E in Italia? Qui viene il problema, visto che il ritardo della banda larga non favorirà lo sviluppo di un tv web, e solo chi ha la fibra potrò usufruirne al meglio.
Poi c’è il problema governo. Futuro e Libertà insieme alle opposizioni si sono unite con uno scopo ben preciso che noi appoggiamo pienamente: l’abolizione del Decreto Pisanu, che blocca lo sviluppo del free wi-fi nel nostro paese. Ora, o anche la maggioranza si convince che internet è un’opportunità enorme per il nostro paese, o i finiani bluffano, oppure questo governo va in minoranza, spianando così la strada alle elezioni anticipate, usando internet come casus belli.
Altra questione è Berlusconi, non lui in quanto politico, ma nel suo doppio ruolo di primo ministro e poi di tycoon della tv italiana. Basta vedere quello che è stata lo storia con Sky ed digitale terrestre che l’imprenditore non vuole concorrenti sullo schermo italico. C’è la possibilità che si sottovaluti il pericolo delle web tv, che si può stimare all’inizio possa avere un bacino di utenza di qualche milione di persone, che poi non sono poche. La questione è delicata e riguarda varie questioni: equilibrio politico del paese, sviluppo economico e tecnologico ed anche libertà imprenditoriale e di espressione. Alle fine non si tratta più di sola televisione.
sottotitolo: Chuck Norris è la nuova arma segreta dell'iPhone4. A giudicare da questo video abbiamo la soluzione ai problemi dell'Antenna.
No, non è uno scherzo, almeno non concepito in questo modo. Il mitico Walker Texas Ranger, l’uomo che ha affrontato Bruce Lee, il duro più duro che esiste, ovvero Chuck Norris, sembra aver risolto i problemi dell’Antennagate di iPhone4. Guardate il video se non ci credete!
Pare infatti che basti avvicinare la foto e la potenza di Chuck Norris funzionerà da catalizzatore per le antenne dell’iPhone4. A questo punto a Jobs restano due scelte: fare un nuovo cover per la sua creatura mobile, oppure direttamente vendere un app che lo usi come sfondo. Non escludiamo che Apple a questo punto si getti nel business dei gadget simil-religiosi.
sottotitolo: Android supera Blackberry e diventa il secondo sistema operativo per mobile più diffuso nel mondo. Il primo resta Symbian, mentre iPhone rimane quarto.
La notizia era nell’aria, ma si pensava che si dovesse aspettare l’inizio del prossimo anno, invece no. Google è riuscito nell’impres. Android è il secondo sistema operativo per mobile più usato nel mondo. Una escalation senza precedenti che fa anche impallidare anche le vendite dell’iPhone. Il sorpasso su RIM, ovvero Blackberry da un’altra iniezione di fiducia a Google. Se guardiamo il dato in dettgalio vediamo che Symbian è ancora il numero uno e lo rimarrrà ancora per un pò di tempo, anche se le vendite di Android e iPhone rimpiazzeranno chi ha già un vecchio cellulare e/o smarthphone. La tabella mostra che nel 2014 Android e Symbian si troveranno quasi in parità. Certo parliamo di un periodo lungo per i tempi del mercato della comunicazione mobile, che in realtà corre molto, tra l’altro non sappiamo neanche quale sarà l’impatto del nuovo OS di windows, basato su 7, che secondo le voci si annuncia notevole.
Gartner sottolinea anche il dato di Apple, già superato in Usa all’inizio del 2010 da Android ed ora anche nello scenario globale, che, nonostante l’aumento delle vendite, avrà una diminuzione delle quote di mercato. Un dato che non deve allarmare, ma che neanche può far dormire sogni felici a Mr. Jobs, oggi, dopo l’antennagate, un pò più sulla difensiva. Ma primo non bisogna mai sottovalutare Steve “The Cat” Jobs, che di vite ne ha davvero più di sette! A mio avvisio Apple andrà più a seguire la tendenza dei dispositivi portatili come l’iPad, che avrebbe dimezzato in questo periodo la vendita dei netbook, e non, come erroneamente scritto qualcuno, dei portatili in generale.
sottotitolo: Se l'Antennagate sembrava superato, Apple torna in difesa aprendo di nuovo l'app store allo sviluppo di Flash e non solo.
Da uomo solo al comando Steve Jobs fa un’inespettato dietrofront, lasciando la testa della corsa della cordata anti-flash, per diventare più in mite Brancaleone che tenta di salvare la faccia. Un comunicato Apple annuncia che la società ha rivisto alcune clausole del iOS Developer Program license precisamente, i punti del programma interessati sono: 3.3.1, 3.3.2 e 3.3.9. Flash torna nell’app store. Dopo la notizia il titolo della Adobe è praticamente schizzato allo stock exchange di Wall Street. E le varie accuse al vetriolo che il leader macsimo aveva fatto ad Adobe? Roba pesante, mica dettagli tecnici. Tutto passato, come se gli amici della Adobe fossero tornati sui loro passi.
La verità però sembra stare da un’altra parte. Apple ha paura della concorrenza e questa concorrenza ha un nome: Android.
Non è un caso che HTC abbia presentato 2 nuovi smartphone, l’HTC Desire HD (successore dell’HTC Desire e, dunque, evoluzione del Google Nexus One) e l’HTC Desire Z, basati su Android 2.2 “Froyo”, dotati di una nuova versione dell’interfaccia tattile HTC Sense e di accesso ai nuovi servizi online HTCSense.com.
L’HTC Desire HD è stato definito “la versione europea dell’HTC EVO” ed è caratterizzato da una scocca in alluminio unibody (come il predecessore Legend), display da 4,3″ e processore Qualcomm 8255 Snapdragon a 1 GHz. A bordo troviamo una fotocamera da 8 Megapixel (nuovo standard per HTC) con doppio flash LED e cattura video HD 720p, connettività Wi-Fi 802.11b/g/n e HSPA+ oltre al supporto Dolby Mobile per una riproduzione audio di alta qualità.
Tutto questo mentre Apple si deve medicare le ferite di un’altra sconfitta, quella di non riuscire ad impedire il jailbreak, lo sblocco dei nuovi iPhone, nonostante il nuovo iOs 4.1. Il firmware iOs 4.1, concepito tra l’altro per evitare lo sblocco, non solo si è dimostrato da subito inefficace alla bisogna, ma addirittura si è inopinatamente rivelato – nella migliore delle ipotesi – vulnerabile, avendo aperto la via ad altre e ben più pericolose intromissioni nel sistema operativo.
Infatti il gravissimo inconveniente nascerebbe, tecnicamente, che nella rom di avvio (bootrom) che controlla il lancio del sistema operativo; trattandosi di un difetto hardware, Apple si troverebbe nella necessità di ritirare i prodotti in questione sostituendo il chip difettoso e comunque modificando i componenti quando sfornerà per l’avvenire. Ma questa è una storia che abbiamo già visto.
sottotitolo: Canonical sta per lanciare una versione light di Ubuntu, l'OS di Linux solo per i tablet. Steve Jobs si è mostrato infastidito dalla notizia.
sottotitolo: Jobs ha presentato l'iPhone 4 con il solito show e noi, come fossimo al reality degli smarthphone, lo mettiamo in sfida con due acerrimi concorrenti.