15-07-2010

Perchè continuare a parlare di Apple

Per domani, 15 luglio 2010, Apple ha annunciato una grande conferenza stampa per parlare di iPhone 4 e dei suoi problemi. L’annuncio è stato dato da Steve Dowling, portavoce della mela e la conferenza si terrà a Cupertino, quartiere generale di Jobs e soci, alle 10 del mattino, ora locale. Sembra che verrà annunciato il ritiro degli iPhone 4 venduti.
Dowling non ha concesso altri particolari a Sky News, ma sempra che il maxi-ritiro, un’affare che costerà ad Apple circa 1.5 miliardi di dollari. Questione delicata.
Personalmente sono abbastanza di parlare di Apple e dei suoi atteggiamenti, anche perchè come spiegare che solo 48 ore prima della press-conference l’azienda abbia lanciato la nuova campagna di avertising? Non era meglio aspettare dopo aver chiarito tutto coi propri utenti?
Ognuno fa le sue scelte e certamente Jobs ne ha fatto di pessime negli ultime tempi. Con una crisi di prodotto in atto, si è scelto prima di rifiutare le accuse, poi di criticare i propri clienti, poi di dare false soluzioni ed altre amenità, che hanno portato alle class action e alle perdite in borsa.
Eppure sono stati molteplici i problemi segnalati sulla nuova “rivoluzione” del device Apple: dal problema della connettività, poi gli schermi che ingiallivano, la telecamera posteriore che si bloccava, l’instabilità della fotocamera posteriore e la fragilità del telefono negli urti. Addirittura si è scoperto che sono arrivati sul mercato telefoni dove i pulsanti del volume erano montati al contrario!
Apple ha mangiato una grande fetta di credito di cui godeva soprattutto negli Stati Uniti, che restano lo zoccolo duro dei suoi utenti. Eppure c’è chi non vuol vedere e continua a predicare lo stile Apple. Rimango basito, ma imparziale, di fronte a tali giudizi, anche perchè Apple lo stile se lo è sempre fatto pagare a peso d’oro. Personalmente sono convinto che sia importante continuare a parlare delle vicende di Apple, come lo abbiamo fatto per altre situazioni a lungo documentate – il decreto Romani, la legge Bavaglio, la censura sulla rete, la privacy di Facebook – semplicemente perchè crediamo che l’informazione sia un diritto, come lo è la critica che va esercitata con cognizione e coscienza. Inoltre non crediamo che saranno queste le “rivoluzioni” che porteranno a qualcosa di migliore ed innovativo. Scusate, ma anche questo è stile. Il nostro.

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Scritto da Simone Corami. nessun commento

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