Apple ha ritirato l’applicazione iMussolini dai suoi negozi. L’applicazione era stata fortemente contestata nel mondo, da associazioni di vittime dell’olocasuto, ed Italia, dove si parlava di denunciare la Mela per apologia al fascismo. Questione di sensibilità? Neanche per sogno! Apple si è fatta due conti ed un’altra battaglia legale non conveniva.
“Procederemo contro chiunque abbia impropriamente fatto uso e commercializzazione di materiale di nostra proprietà”, hanno annunciato ieri da Cinecittà, invitando Apple a interrompere “immediatamente la vendita” di iMussolini. “Non abbiamo in alcun modo autorizzato la commercializzazione di tali filmati né al signor Luigi Marino, che risulta essere l’ideatore dell’applicazione, né tanto meno alla Apple“. Già perchè il proprietario dei diritti dei discorsi di Benito Mussolini è l’Istituto Luce, a cui né gli italici compari di Steve Jobs, né tanto meno Marino, il ragazzo creatore dell’applicazione, hanno chiesto il permesso nè versato un euro per il diritto d’autore. Secondo quanto pubblicato dal sito iPhoneItalia, l’applicazione è stata rimossa dallo stesso Marino, che resta in attesa di comunicazioni da parte di Apple. Lo sviluppatore comunque si difende dalle accuse dell’Istituto Luce ribadendo quanto già detto in un colloquio con Repubblica, e cioè che i materiali usati nell’applicazione sono liberamente reperibili su internet. Marino non sbaglia, anch’io se volessi troverei i film su eMule, ma non vado a venderli per strada! Qualcuno gli spieghi che la commercializzazione è un’altra cosa.
Ma l’Istituto Luce contesta anche queste dichiarazione di Marino: “I filmati sono caratterizzati dal logo dell’Archivio Storico Luce in modo inequivocabile” e “sono stati indebitamente scaricati da dvd di documentaristica storica regolarmente in vendita“. Al di là delle questione legali, il Luce definisce poi “Odioso e diseducativo l’uso strumentale, e a fini economici, dei discorsi di Mussolini fuori dal contesto dell’analisi complessiva che caratterizza da sempre la produzione di documentari da parte di Cinecittà Luce“.
Stavolta la foglia di fico è davvero troppo piccola.