14-04-2010

Lo strano caso del Dottor Jobs e di Mr. iAd

Non è da oggi, nè da ieri, ma da qualche tempo. Sappiamo come Steve Jobs sia un personaggio carismatico e sia l’unico signor Apple. Comunque nonostante le folle osannanti il nostro Mr. Apple sta cominciando ad avere critiche pesanti, alcuni, addirittura, lo accusano di essere il nuovo Signore del Male della tecnologia.
Pare proprio che Jobs abbia superato il suo storico rivale Bill Gates, il fondatore di Microsoft e si stia adoperando per creare una sorte di strano monopolio alla sua azienda. Francamente non è che gli altri siamo più o meno simpatici, ma Jobs si è costruito un’immagine forte di grande creativo.
Due sono i fatti in questione: la storica diatriba con Adobe, riapertasi per iPad, ed il lancio di iAd, la nuova piattaforma di advertising dedicata al mobile.
jobsiAd è legato alla presentazione del nuovo sistema operativo per mobile di Apple (OS 4) quindi per iPhone ed il nuovo iPad. Jobs dice: La nuova piattaforma di pubblicità mobile di Apple unisce l’emozione degli spot televisivi all’interattività degli annuci web. Solitamente, quando un utente clicca su un annuncio pubblicitario che si trova nel suo dispositivo mobile, esce dall’app e il browser carica la pagina web dell’inserzionista. Se l’utente cerca di tornare indietro all’app si trova spesso in difficoltà, o è impossibilitato a ritornare esattamente da dove era partito. iAd risolve il problema mostrando dei video a tutto schermo e degli annunci interattivi senza uscire dall’app, e consente all’utente di ritornare all’app in qualsiasi momento. iPhone OS 4 consente agli sviluppatori di integrare facilmente iAd all’interno delle app, e gli annunci sono dinamicamente inviati al dispositivo in modalità wireless. Apple si occuperà di vendere e “servire” gli annunci, e gli sviluppatori percepiranno il 60% delle revenue.
Fin qui fantastico, anche perchè non sembra aver detto nulla se non un pò di fuffa, tra l’altro non è così esaltante avere delle inserzioni che occupano un display ridotto, come l’iPhone.
Nel suo keynote Jobs è più chiaro: Gli sviluppatori [delle applicazioni gratuite] devono trovare un modo di monetizzare. Un sacco di sviluppatori si rivolgono all’advertising – e noi pensiamo che la pubblicità attuale faccia veramente schifo. Se guardi la pubblicità su un telefono cellulare, non è come quella su un desktop. Su un desktop, e legata alla ricerca. Su un dispositivo mobile, no. Le persone non cercano sui loro telefonini.
Le persone passano il loro tempo nelle applicazioni. Un utente medio spende 30 minuti al giorno nelle app. Se inseriamo un annuncio pubblicitario ogni 3 minuti, sono 10 annunci al giorno. Che in tutta la community di iPhone, fanno 1 miliardo di impression al giorno.
Abbiamo visto tutti gli annunci interattivi esistenti sul web. Noi vogliamo portare interazione – ma anche emozione.
Se ora clicchi su un annuncio pubblicitario, esci dall’applicazione. Col risultato che le persone non cliccano sugli annunci. Noi abbiamo capito come rendere la cosa interattiva, con contenuti video, senza mai andare fuori dall’app.

Tre riflessioni su questa dichiarazioni:
1) 1 miliardo di impression non sono poi così tante se si pensa a quante ne tira fuori Google durante le SERP delle sue ricerche, per non parlare di blog, siti, forum, etc. Ma sappiamo che il mobile è il futuro. Almeno così dicono.
2) Se si monetizza in pubblcità vorrà dire che le apps saranno sempre più gratuite e forse potrebbe essere la chiaver per vendere più device di Apple, cioè per usufruire di applicazione che altrove sono a pagamento.
3) Come si compreranno e venderanno gli annunci? Magari dopo il cost per click avremo il cost per iAd? Non è molto chiaro.

Google non fa una piega, anzi sembra entusiasta, anche perchè si è appena comprata AdMob, che era nel mirino della Apple, società che fornisce gli analytics della pubblicità su mobile. Certamente c’è una grande intuizione di fondo di Jobs, quella di abbandonare lo scenario della “ricerca” per qualcosa di diverso.

Ma veniamo ad Adobe. Forse non tutti sanno che alla base dell’attuale cattivo rapporto fra i due esiste un rancore datato 1996, quando Adobe decise che Flash avrebbe usato Windows come OS ufficiale da supportare. Sapete che nè iPhone nè iPad, supportano infatti Flash. Jobs è stato molto pesante con loro, accusandoli anche di essere pigri. Ora Flash, secondo la gran parte degli analisti, è un buon programma e la nuova versione contenuta nella suite CS5 sembra essere di gran lunga migliore. Sta di fatto che Apple supporta HTML 5, che, sempre secondo gli esperti continua ad avere delle difficoltà. Ora per chi vorrà usare iAd dovrà esclusivamente usare proprio questo standard, l’HTML 5.
Quindi due forti elementi di chiusura: addio al business della ricerca ed escluvità di uno standard.
Ma adesso arriva il colpo di grazia. Secondo l’accordo per gli sviluppatori che vogliono utilizzare iAd, non è possibile raccogliere dati delle performance degli annunci da parte di software di terze parti. Praticamente gli inserzionisti non possono raccogliere i famosi analytics.
Il paragrafo 3.3.9 del contratto, che ricade sotto la sezione “Interfaccia utente, Collezione di dati, leggi locali e privacy di un accordo di Apple afferma nel suo punto cruciale che:
“Nonostante qualsiasi altro elemento in questo accordo, i dati dei device non possono essere presentati o divulgati a terzi senza il preventivo consenso scritto di Apple. Di conseguenza, l’uso di software di terze parti in un’applicazione per recuperare ed inviare dati a un dispositivo di terze parti per l’elaborazione o l’analisi è espressamente vietato “.
Questo non vieta espressamente alle reti pubblicitarie concorrenti la vendita degli annunci, ma impedisce loro di vendere pubblicità mirata. Lo stesso problema riguarda le società di analisi, che potrebbero essere in grado di raccogliere informazioni di utilizzo molto ampio su apps. Quindi con questa mossa facciamo fuori Google con AdMob ed Adobe con Omniture, che si occupano proprio di queste cose. Qualsiasi inserzionista sa che ha bisogno di uno studio, di un resoconto per poter misurare l’efficacia del suo messaggio. Chi potrà permettersi di fare pubblcità indiscrimata sui device di Apple?
Mr. iAd finalmente ha fatto vedere chi è.

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Scritto da Simone Corami. 1 commento
  1. Apple nel mirino Antitrust USA « 4 maggio 2010 - 17:45

    [...] l’SDK di iPad e le famosa clausole 3.3.1 e 3.3.9., di cui potete leggere informazioni qui. In particolare, ai programmatori terzi che vogliano lavorare su iPhone e iPad è imposto di [...]

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