In tempi di crisi la sobrietà sembra essere uno stile obbligato, ma il mondo dei videogiochi è oggi un mercato troppo importante per non attirare l’attenzione dei media, soprattutto quando si parla di un dispositivo che si annuncia come rivoluzionario e che potrebbe scompaginare gli assetti attuali di questo business.
Dopo la presentazione di fine Marzo il progetto Onlive – www.onlive.com – prende sempre più forma. Si tratta di un nuovo sistema di videogioco basato sul games on demand. Niente più PS3 né Xbox, nè i loro fratelli minori, ma l’applicazione del cloud system nel mondo intrattenimento videoludico.
Basta un computer, pc o mac, ed una connessione veloce per poter usufruire del catalogo Onlive, che si annuncia molto ricco, ma la grande novità e la mini-consolle, low-cost, che si attacca direttamente ad un televisore e permette la connessione con joypad tramite USB. Alla Onlive annunciano che si potrà giocare quasi in maniera istantanea, liberi da grandi tempi di installazione – basta solo un plugin del browser per i computer.
Non stupisce lo scetticismo da parte dei competitor, Sony in testa, che affermano, addirittura, che un servizio del genere sarà pronto solamente nel 2014. Eppure l’interesse verso Onlive è molto forse, basta guardare la lista delle partnership, che vedono i più grossi calibri del mondo delle software house e delle distribuzioni di videogames: EA, Ubisoft, Warner Bros Games, Atari e molti altri. Certamente Microsoft e Sony seguono le mosse del neonato competitor con interesse, visto che stanno spingendo molto sul gaming online, ma più di tutti c’è un’azienda che potrebbe guadagnare da questo nuovo scenario, cioè la Apple di Steve Jobs.
L’azienda di Cupertino non è mai stata davvero interessata al mondo del gaming, concentrandosi sulle applicazioni multimediali di altro tipo. Ma onlive potrebbe consentire ai computer della Mela di entrare a
pieno titolo in questo mercato. Non per niente il Ceo di Rearden, produttrice di Onlive è una vecchia
conoscenza del mondo Mac: Steve Perlman, con all’attivo 80 brevetti, tra cui “quicktime”. Perlman è un uomo eclettico, con esperienze nel mondo degli effetti speciali per il cinema – Beowulf, L’Incredibile Hulk e lo strano caso di Benjamin Button – e dalla Vivendi Universal, grande player del mercato videoludico negli anni scorsi.