Apple rimuove oltre 5000 applicazioni dal suo app store, creando scalpore nella comunità dei suoi utenti, soprattutto quelli iPhone. Il motivo sarebbe che queste applicazioni avrebbe un carattere sessualmente allussivo, come immagini di donne in topless e uomini in perizoma.
Io un pò ci rinuncio a capire le politiche di Apple, non sui prodotti, ma sul governo di tutto il resto. Ma rimandiamo i commenti alla fine e torniamo ai fatti. Mai prima d’ora c’era stata una così massiccia azione contro applicazioni sviluppate da terzi, basta avere una licenza per l’SDK (Software Developmnet KIT) ed inserirle nell’App Store. Questo ha provocato scontento nelle community degli utenti. Molto spesso certe applicazioni hanno un gusto della risata di basso livello, come una che vedeva rimbalzare le parti anatomiche del disegno di una ragazza sexy con la pressione del dito sullo schermo. Oppure un’altra che faceva vedere che per pulire lo schermo del proprio iPhone sarebbe arrivata una procace ragazze in bikini armata di secchio e spazzola lavavetri.
Comunque Apple ha postato su Mobile Crunch le regole per le applicazioni:
1. Nessuna immagine di donne in bikini (regola ipocrita visto il costume da bagno di SI, un’applicazione top su iTunes.)
2. Nessuna immagine di uomini in bikini (questa fa davvero ridere)
3. No Skin
4. No silhouettes
5. Nessuna connotazione sessuale o insinuazione
6. Nulla che possa essere sessualmente eccitante (beh, le perversioni umane sono talmente tante!)
7. Nessuna applicazione sarà approvata qualora implichi in qualsiasi modo contenuto sessuale.
Beh, bacchettoni è dire poco. Visto che su tutte le piattaforme mobili girano contenuti con un disclaimer vietato, inoltre l’utente che compra sceglie sempre lui cosa acquistare.
Inoltre perchè Apple non è intervenuto così celermente quando scoppiò il finimondo per l’applicazione iMussolini? Mi sembra ci sia un bel pò di ipocrisia non solo in Apple, ma su tutti i social network con policy made in USA, che si spaventano di fronte al nudo di una donna e non battono ciglio su chi vuole fare il tiro al bersaglio con i bambini down oppure resuscitare dittatori che la storia ha condannato. Apple fa prodotti splendidi, ma che ci fa girare dentro?



“Procederemo contro chiunque abbia impropriamente fatto uso e commercializzazione di materiale di nostra proprietà”, hanno annunciato ieri da Cinecittà, invitando Apple a interrompere “immediatamente la vendita” di iMussolini. “Non abbiamo in alcun modo autorizzato la commercializzazione di tali filmati né al signor Luigi Marino, che risulta essere l’ideatore dell’applicazione, né tanto meno alla Apple“. Già perchè il proprietario dei diritti dei discorsi di Benito Mussolini è l’Istituto Luce, a cui né gli italici compari di Steve Jobs, né tanto meno Marino, il ragazzo creatore dell’applicazione, hanno chiesto il permesso nè versato un euro per il diritto d’autore. Secondo quanto pubblicato dal sito 
