Mentre Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, rilancia il tablet con Windows 7, la corporation creata da Bill Gates, torna a lavorare fortemente sul suo prodotto preferito: i sistemi operativi. Dalle indiscrezioni che circolano in rete Windows 8 potrebbe essere una rivoluzione come un sistema operativo totalmente virtualizzato, beffando la concorrenza del Chrome di Google.
Microsoft sta tenendo un basso profilo. Dopo il sorpasso di Apple, la società di Redmond ha preso tempo sui device portatili come tablet e smartphone e prosegue lo sviluppo della creatura Windows 8. Ha eliminato sia Windows 2000 che Windows XP SP2, ma ha lasciato che la licenza per passare ad XP SP3, su richiesta dell’utente, sia consentita fino al 2020. Anche se Windows 7 è nettamente superiore ai precedenti. Microsoft però ha capito una cosa: se vuole andare sui device mobile deve fare un OS che sia ancora più leggere e managgevole, cioè il fantomatico Windows 8 previsto per il 2012.
Obiettivo: virtualizzare tutto. In poche parole, un kernel (il nucleo) molto leggere ed applicazioni che funzionino come fossero su una macchina virtuale sul nosto computer. Questa intenzione era stata già espressa nella conferenza degli sviluppatori del 2008, togliere moltissime applicazioni dal sistema operativo, di modo da acquistare velocità e dinamismo.
Ma al di là del dettaglio tecnico, quali saranno i benefici?
Se tutte le applicazione sono virtualizzati, qualora una parte smettesse di funzionare il sistema non sarebbe più compromesso. Se c’è un crash di una parte, si spegne quella e niente riavvio. Questo era una delle cose più noiose dei vecchi OS di Microsoft.
Si pensa alla creazione di uno Sharing Center, dove l’amministratore, possa decidere con facilità di schermare parti diverse del computer in modo da limitarne l’accesso senza dover creare un account Guest.
Poi il vantaggio sicurezza. Se navighi e prendi un malware, questo rimane nella macchina virtuale, questo rimane lì e non attacca il sistema operativo. Questo sarebbe un bel colpo.
Ma la vera rivoluzione è la morte del Registro di Windows. Non vi posso vedere ma se vi chiedessi di alzare la mano a quelli che hanno visto la scritta – Errore del Registro di Windows – so che sareste la quasi totalità. Praticamente Windows non terrebbe più traccia delle applicazioni, niente più DLL, i famosi file di chiamata delle applicazioni. Il sistema così porterebbe info base di se stesso tramite un file XML e sarebbe la stessa periferica a gestire il processo! Cerco di fare un esempio. Se l’applicazione è un mulino, prima Windows doveva installare il mulino dentro se stessa, adesso porterà solo l’acqua.
Questo dovrebbe essere anche il grande principio su chi si baserebbe Chrome, ma ancora non sappiamo quando ci sarà e soprattutto c’è la questione di usabilità. Mentre il mondo conosce Windows, Chrome è una creatura in divenire e l’omonimo browser non sembra aver fatto dell’usabilità il suo core.
16-07-2010
Come sarà Windows 8
Scritto da Simone Corami. nessun commento