Bob Sutor, vice presidente IBM per l’Open Source e Linux, ha annunciato in un comunicato che la sua azienda passerà a Mozilla Firefox quale browser di default per i suoi dipendenti. Al di là delle 40.000 postazioni che ora useranno il browser della volpe la notizia segna un punto importante nella guerra dei browser.
IBM, comunemente detta Big Blue, è uno di quei marchi che hanno fatto, a torto o a ragione, la storia della tecnologia. Non è nuova a mosse del genere. Quando ad un certo punto della sua storia ha iniziato a finanziare gli sviluppatori di Linux, per avere dei server migliori, la scelta si dimostrò vincente. Tanto che IBM cambiò la sua fisionomia, lasciando la produzione di computer alla cinese Lenovo e concentranosi sulla consulenza e sui servizi aziendali.
La scelta ora si basa sullo sviluppo dei servizi cloud, in cui IBM vede la sua prossima frontiera, e vede Firefox come il browser migliore per perseguire i suoi obiettivi, soprattutto perchè ha un’ottima performance negli standard. Cosa vuol dire questo per la Mozilla Foundation? Significa uscira dalla fama si essere oggetto di geek e smanettoni ed entrare nell’era adulta, diventare affidabile per una delle più grandi aziende. La possibilità di usare questa nuova reputazione come leva di marketing è induscutibile. A mio avviso Firefox rimane non solo un gran browser, ma soprattutto quello che incarna meglio di tutti lo spirito del web in questo momento: la totale personalizzazione con il suo sistema di add-on ed estensioni. Alla fine Safari di Apple, Chrome di Google, IE di Microsoft o il norvegese Opera (l’unica che però incarna lo spirito della leggerezza del web) restano creature che non hanno fatto una scelta definitiva.
08-07-2010
IBM sceglie Firefox
Scritto da Simone Corami. nessun commento