11-11-2009

Le nuove tecnologie allargano i rapporti sociali

Finalmente va in soffitta il vecchio pregiudizio che le nuove tecnologie isolano le persone. Una vecchia leggenda che ha trovato come promotore la televisione, il medium magnum del vecchio sistema.
Una ricerca di Pew Internet & American Life Project, che ha analizzato il legame tra tecnologia e isolamento. Da un sondaggio condotto su 2.500 statunitensi, i ricercatori hanno concluso che “l’impiego di telefonini e internet è in realtà associato a reti sociali più ampie e diversificate“. L’indagine ha ribaltato i risultati di uno studio Usa del 2006, che aveva mostrato come la tecnologia, dal 1985 in poi, avesse reso le persone più isolate a livello sociale, con reti di contatti più ristrette.
social-networkA incidere positivamente sono soprattutto i social network, ormai diventati delle piazze virtuali, luoghi di incontro in cui esprimere le proprie idee e confrontarsi con persone appartenenti a contesti sociali, economici e culturali diversi. Ma non solo. Anche chi usa il cellulare, l’instant messaging e i servizi per condividere foto risulta avere una “rete di discussione” più ampia e variegata. Le ore passate davanti agli schermi di computer e telefoni non vanno a scapito delle relazioni nella vita reale. Tutt’altro. “Gli utenti di cellulare, chi usa spesso internet al lavoro e i blogger è più probabile che appartenga ad associazioni locali di volontariato…spesso l’uso dei social network a volte sostituisce qualche rapporto di vicinato“. “La gente in media incontra di persona amici e familiari stretti 210 giorni all’anno, li contatta con il cellulare 195 giorni e con il telefono fisso 125 giorni, 72 giorni con l’e-mail e 55 con gli sms, 39 giorni via social network e solo 8 giorni all’anno con lettere e cartoline“.
Se è vero che internet è un mezzo di comunicazione globale, é altrettanto vero che spesso viene usato per comunicare con amici locali. C’è un forte cambio nelle dinamiche sociali con l’uso dei social network, lo sappiamo bene, soprattutto nella prospettiva glocal. Entrano in gioco fattore di condivisioni di contenuti e di passioni comuni anche con persone mai conosciute. Se torniamo alle riflessioni degli anni ’90 troviamo la concretizzazione dei concetti di nomasimo culturale, che oggi si vedono collegati alla mobilità fisica, sociale ed intellettuale. Inoltre pensate a chi vive in contesti urbani e metropolitani, dove le distanze diventano sempre più difficili da colmare, il social network diventa un modo complementare all’incontro.
Promotore dell’isolamento da tecnologia è stata sempre la televisione, che ha sempre dipinto internet come un bosco selvaggio pieno di lupi, o come una faccenda troppo complessa per la gente comune. La televisione basa la sua forza sul dualismo emittente-ricevente, anche se è dalla fine degli anni ’70, con i cultural studies ed il modello uses and gratifications, come la gente non agisca in maniera automatica alle parole dei broadcaster. Ma la possibilità di interagire in nuove realtà cambia notevolmente le cose. Pensiamo anche al fenomeno del lan-gamers, i video-giocatori in rete, di come costruiscano comunità che poi operano anche nel mondo fisico. Inoltre forse è ora di capire come il binomio reale-virtuale sia un modo troppo vecchio di pensare.

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Scritto da Simone Corami. nessun commento

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