10-12-2009

Nuova Privacy per Facebook

Nuove regole per la privacy di Facebook. Agli inizi di dicembre il Ceo, Zuckenberg, annunciando cambiamenti dentro la sua creatura, ma nessuno pensava a questo. Ma c’è un tool che aiuti nel passaggio.
E così in questi giorni gli oltre 350 milioni di utenti dovranno completare tre nuovi passaggi per impostare in modo diretto alcune importanti limitazioni per la gestione del proprio account.
Con un post sul blog ufficiale sono spiegate nel dettaglio le nuove implementazioni che il servizio di social network ha apportato e come, con il nuovo “transition tool”, è possibile applicarle al proprio profilo. Il post offre anche un video di tre minuti, in inglese, che spiega come procedere, per applicare le nuove limitazioni.

La privacy è stata un enorme limite all’interno di Facebook, che nato come una semplice rete per piccole comunità, scolastiche e geografiche, non aveva previsto un così ampio interesse nè un bacino di utenza così numeroso e per questo era stato sviluppato in modo poco adeguato. I cambiamenti si sono quindi resi necessari per adeguare il popolare social network.
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Ma non tutti sono favorevoli alle nuove regole. L’EFF, Electronic Frontier Foundation, segnala due aspetti importanti:
1. La nuova politica sulla privacy incoraggia in molti modi a pubblicare spontaneamente e autenticamente i fatti propri, promettendo un altissimo livello di privacy. Questo serve al business di Facebook (che è fondamentalmente basato sulla conoscenza capillare dei comportamenti e dei giudizi degli utenti per profilarli). Ma abbassare il livello di attenzione su ciò che si vuole pubblicare di se e su ciò che si vuole mantenere riservato può condurre le persone a rischiare troppo.
2. L’introduzione improvvisa di una dimensione delle informazioni personali priva di privacy, “publicly available”, riguarda anche la lista degli amici e altre informazioni che prima si potevamo mantenere riservate agli amici. E’ una scelta che Facebook difende. Ma che non è priva di rischi.
3. Le applicazioni hanno troppa libertà di entrare nei profili delle persone, anche nei loro scaffali più riservati, secondo EFF.

Il rischio è proprio che si spinga a pubblicare informazioni in maniera più facile e senza consapevolezza piena.

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Scritto da Simone Corami. nessun commento

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