Se ne parla tantissimo e con piena ragione. Spotify è il nuovo servizio di musica in streaming dai contorni incredibilmente innovativi, sia per la versione free, che per quella premium, a pagamento.
Spotify è una startup svedese che si sta facendo conoscere nel mondo e sta per tentare l’avventura della diffusione negli Stati Uniti, il vero banco di prova per provare la forza del suo modello di business. Si tratta in realtà di un software di streamig musicale peer-to-peer creato dall’omonima azienda scandinava nel 2006 e poi esteso a diversi Paesi europei, dove per altro sta andando molte bene, specialmente nel Regno Unito. Dall’ottobre 2008 il sito mette a disposizione gratuitamente o, alternativamente con un abbonamento di 9,99 sterline, un archivio di quattro milioni di brani. Finora ha accumulato 2 milioni di utenti. Il catalogo è sempre in espansione ed offre alta qualità nell’ascolto della musica: 160 kbps per la versione free e 320 kbps, come quella di un cd, per gli utenti a pagamento. Servizi simili a questo sono Deezer e Last.fm, e Spotify non ha nulla di che invidiare ai due più famosi concorrenti, anzi, ha anche qualche punto a suo vantaggio. Può essere considerato un servizio rivoluzionario non tanto per le funzioni che offre (creazione playlist, social networking, web radio, motore di ricerca musicale, dimensioni del catalogo musicale) ma per l’interfaccia grafica oltre alla qualità musicale già citata.
L’utilizzo è simile a Last.fm ed è necessario installare un’applicazione da desktop disponibile per Windows e Mac. Al momento è usufruibile solo per gli utenti di Spagna, Inghilterra, Finlandia, Norvegia e Francia. In Italia non ha trovato ancora accordi commerciali, ma ben presto si annuncia lo sbarco anche da noi, visto che secondo alcuni dati di ricerche di settore i navigatori nostrani sono i più alti consumatori di musica online. Per provarlo è necessario scaricare e installare l’applicazione gratuita dal sito ufficiale di Spotify. Concluso il setup ed effettuato il login si può da subito effettuare le ricerche. Interessanto è che per ogni canzone vengono automaticamente cercate anche quelle correlate. Oltre a ricercare files audio da ascoltare in streaming, si può anche creare una propria playlist, leggere le biografie degli artisti e ascoltare radio correlate. Stupisce lo streaming immediato dell’audio senza un minimo di buffer poichè il servizio usa una teconologia ibrida peer-to-peer.
Qualche giorno fa gli sviluppatori del programma hanno mostrato un video in cui testano l’utilizzo di un’applicazione creata appositamente per iPhone e che simula in tutto e per tutto il funzionamento del portale. E’ presente anche un interessante modalità offline che consente di selezionare una playlist che potrà essere ascolta anche senza connessione internet. Ma cosa penserà Apple di tutto ciò? Tantissima musica – quasi completamente gratuita o con una conveniente formula di abbonamento – da ascoltare in streaming può fare concorrenza indiretta alla formula di acquisto tanto cara ad iTunes? Non sappiamo ancora, ma il rilascio di Spotify per iPhone è dato per imminente.
Molto carino anche lo spot promozionale che potete vedere qui in basso.

Microsoft fa shopping « 12 agosto 2009 - 09:57
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