13-07-2010

Miyazaki, l’iPad e la masturbazione tecnologica

Stamattina, mentre facevo il solito giro in rete, mi imbatto in un’intervista di Hayao Miyazaki, forse il più autore d’animazione vivente, La Città Incantata e Il Castello Errante di Howl, nella quale afferma come l’uso dell’iPad sia diventato una specie di masturbazione che si pratica in pubblico, naturalmente al livello ideologico
L’intervista l’ho trovata su Kotaku, un bel sito aggiornato sulla cultura pop giapponese. Quello di Miyazaki non è assolutamente un attacco al device dell’Apple, ma un’amara riflessione sulla società tecnologica, che mi piaceva condividere.
Va detto che Miyazaki usa ancora carta e matita, nonostante la sua società, Studio Ghibli, collabori attivamente con la Nintendo, e che pratichi interessi non più convenzionali per i giapponesi, quello di parlare con degli sconosciuti su un autobus o su un treno.
Il regista vede nell’uso eccessivo dei personal media una sorta di dimensione onanistica, cioè totalmente rivolta a se stessi e non rivolta alla costruzioni di legami sociali più immediati. Certamente potremmo ribattere che esistono i social network oppure potremmo dire che la sua età avanzata non gli fa comprendere le dinamiche più importanti della vita digitale, sebbene Miyazaki incoraggi le persone ad essere più creative possibili.
Però fra le sue dichiarazione ce n’è una su cui vale la pena riflettere a fondo: With all today’s information overload, it is easy for people to lose sight of what they need to focus on to advance society. Abbiamo sempre parlato delle potenzialità liberatorie dei media digitali, ma quanto li stiamo usando? E’ possibile che in realtà non stiamo ripercorrendo un sentiero del consumo in cui sono cambiati solo i prodotti, ma la dinamica è sempre la stessa. Prendiamo ad esempio la televisione italia. I TG parlano della tecnologia in due modi opposti: entusiasti quando si tratta di recensire un nuovo gadget tecnologico, mentre quando parlano di Internet la descrivono come il lupo cattivo delle favole, realizzando campagne quasi terroriste. Certamente non tutti, ma si può ben vedere questa tendenza generale.
Allora quanto possiamo fare noi blogger, noi utenti che la rete la viviamo ogni giorno, noi che cominciamo a ragionare sulle sue reali possibilità di innovare anche i modelli sociali, prima che tutto non ridiventi consumo totale? Abbiamo bisogno davvero di prodotti nuovi, o prima di tutto abbiamo bisogno di costruire reti sociali nuove?

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Scritto da Simone Corami. nessun commento

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