Topolino è forse il personaggio più famoso di casa Disney ed è difficile che sarà dimenticato anche dalle giovani generazioni. Fa parte di questa strategia la realizzazione di un nuovo videogioco, realizzato da Warren Spector.
Warren Spector è considerato un vero e proprio guru, è lui l’ideatore di tutta la serie ULTIMA, almeno per i primi nove episodi, mentre per in numero dieci è stato solo consulente, e delle serie correllate World of Ultima e Ultima Undergound.
Dal 2006 Spector ha siglato un accordo con la Disney per lavorare a giochi sulla piattaforma Wii della Nintendo. Ne è venuto fuori Epic Mickey, che sta elettrizzando il mondo dalle sue prime immagini in anteprima per le sue atmosfere dark e vinatge cambiando anche stavolta il carattere del topo investigatore più famoso del mondo.
La storia alla base di Epic Mickey ha il pregio, oltre al fatto di venire narrata attraverso non solo filmati in cgi ma anche in quelli che sembrano essere una sorta di story board animati, di “basarsi su una storia vera”. Topolino viene rapito da una specie di inchiostro nero e portato nel mondo chiamato Cartoon Wasteland, una realtà che vive di storie, personaggi e ambientazioni caduti nel dimenticatoio. Dietro il suo rapimento si nasconde Oswald il coniglio, personaggio creato da un team di cui faceva parte Walt Disney quando ancora lavorava per la Universal. Nel 1928 lo zio Walt è costretto a lasciare la Universal per problemi contrattuali, la quale però non riesce a stare al passo con l’enorme successo di Mickey Mouse creato da Walt non potendo più lavorare sul coniglio. Così Oswald viene dimenticato ed oggi, dopo più di ottanta anni vuole la sua vendetta. Topolino quindi deve trovare il modo di tornare nella sua amata Topolinia e se possibile anche salvare Cartoon Wasteland e i suoi abitanti dalla distruzione causata molto probabilmente da quello che sembra essere Macchia Nera.

I mezzi che Topolino ha a disposizione per dipingere o distruggere il mondo di gioco sono il pennello, con il quale rendere vive e solide parti dell’ambientazione con le quali interagire risolvendo enigmi e piccoli puzzle, e il solvente (thinner) che invece fa tutto il contrario cancellando cose e nemici. Il mondo reagisce alle nostre azioni, e noi come scritto precedentemente, cambiamo con lui. Non si tratta solo di colorare qualche piattaforma rendendola solida o cancellare qualche nemico, le possibilità offerte dal gioco sembrano essere molte. Le situazioni di impasse possono essere risolte in molti modi (Spector nel caso di un’enorme ventola che blocca l’accesso ad un’area ha parlando di cinque modi diversi di superare la situazione) facendo in modo che a beneficiare sia solo Topolino o il mondo intero, aiutando i vari abitanti come i Gremlins o rendendo amici i nemici stessi come gli Spatters, versione super deformed del roditore. In teoria se un giocatore scegliesse “la via della luce” potrebbe evitare del tutto i combattimenti, addirittura anche quelli con i boss. Un’altra situazione che mette il giocatore davanti ad una scelta riguarda l’apparizione di Paperino, sotto forma di automa incompleto realizzato da Oswald nei momenti di solitudine. Possiamo recuperare i pezzi e farlo diventare nostro amico, o vendere ciò che troviamo ai Gremlins i quali ci ricompensano con bonus utili quando Topolino ha scelto di comportarsi da scrapper. Non solo pittura e diluente, nel corso del gioco Mickey può acquisire diverse abilità come il rallentamento del tempo e la televisione. La prima fa entrare il mondo di gioco in una sorta di slow motion, mentre con la seconda è possibile distrarre i nemici i quali preferiranno guardare la tv piuttosto che combattere. Da un punto di vista tecnico si è visto ben poco, la presentazione ruotava tutto intorno ad un breve filmato che ha presentato varie aree, come quella chiamata a small world, ispirata ad un’attrazione di Disneyland, ma quello che più conta è che ha finalmente mostrato lo stile del gioco, il suo look peculiare e ovviamente le meccaniche del gameplay.
31-10-2009
Un videogioco per il vecchio Topolino
Scritto da Simone Corami. nessun commento