Hossein Derakhshan è stato condannato da un tribunale dell’Iran a 19 anni di carcere, per aver collaborato con i nemici dell’Iran. Si tratta della pena più alta mai combinata ad un blogger in tutto il mondo, anche se non si hanno tutte le statistiche dalla Cina, paese in prima linea nella lotta contro la libertà di informazione digitale.
Soprannimato il Padre o Padrino di tutti i blogger iraniani, Hossein aveva cominciato la sua attività di blogger scrivendo in arabo attraverso unicode ed aveva spiegato agli iraniani come utilizzare blogger pur scrivendo nella propria lingua d’origine. Mentre si prepara l’appello alla sentenza è possibile firmare la petizione indetta da Amnesty International e Reporters sans frontieres per la sua liberazione. Ma contro una sentenza annunciata, voluta e confermata da questi 19 anni, c’è poco da fare, visto che rischiava addirittura la pena di morte.
Hoder, questo il suo nick sulla rete, è riuscito a farsi odiare dalle gerarchie iraniane e da quelle degli Stati Uniti, non stupisce come il suo caso non sia salito in maniera più prorompente agli onori delle cronache. Durante un soggiorno in Israele nel 2006 aveva cercato di spiegare che il popolo dell’Iran è molto diverso dalla presidenza di Ahmadinejad e dal regime degli ayatollah, ma aveva anche cercato di sfatare il mito del “Piccolo Satana“, tentando così di mettere in guarda il mondo dalle intenzioni di alcuni falchi di Washington che vorrebbero ridurre Teheran come Bagdad. Ci rendiamo sempre più conto che nonostante la complessità del mondo aumenti, le voci che vorrebbero spiegarla sono ricondotte al più totale silenzio.
30-09-2010
19 anni di carcere per il “padre” dei blogger dell’Iran
Scritto da Simone Corami. nessun commento