Nel governo italiano non c’è una posizione unitaria sulla questione banda larga. Prima Letta smentisce Paolo Romani, adesso sono Scajola e Brunetta a parlare, mentre Berlusconi tace.
La scelta del governo, per bocca di Letta, di rimandare gli investimenti per lo sviluppo della banda larga nel paese ha provocato le accese proteste, è un eufismo, del mondo del web ed anche di Confindustria. Il ministro delle attività produttive Claudio Scajola, ha fatto pervenire una nota al presidente del consiglio dall’ultimo Cipe – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica – in cui segnalavo che gli investimenti per la banda larga avrebbero portato 60.000 posti di lavoro ed un impatto sul PIL dell’0,2%, aprendo circa 33.000 cantieri. Di questi tempi sono oro! Inoltre non sarebbero opere una tantum, ma consentirebbero un inizio per lo sviluppo di servizi infromatici da parte di PMI e non solo.
Tra l’altro nei finanziamenti in questione ci sarebbero anche le risorse per la riconversione di alcuni distretti produttivi in crisi, situati in Abruzzo ed in Sardegna.
“Confermo tutto – ha detto il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, durante la trasmissione Il Brunetta della domenica sull’emittente radiofonica Rtl – nell’ultima riunione del Cipe su indicazione del ministro Scajola il presidente del Consiglio ha confermato che quest’anno si avvierà la complessa macchina degli investimenti per la banda larga, gli 800 milioni di euro, anche per tranche, che servono perché dal 2010 si possa superare il digital divide“.
Brunetta ha inoltre sottolineato come queste risorse siano state deviate per gli ammortizzatori sociali di cui tutti i lavoratori, precari compresi, hanno usufruito.
Non vogliamo entrare in polemiche con il ministro, ma ricordiamo che i lavoratori con contratto a tempo determinato non hanno usufruito di questi incentivi. Per quanto riguarda i precari invece la soglia di intervento era molto bassa, permettendo di avere gli incentivi solamente a chi era il di sotto di 13.000 € guadagnati in un anno. Regolarmente stanziata comunque la cifra di 1,2 miliardi di €, per il solo 2010, per gli studi del Ponte sullo Stretto.
09-11-2009
Banda Larga: non finisce il balletto del governo
Scritto da Simone Corami. nessun commento