C’eravamo anche il 18 giugno a Roma per sentire parlare Bersani sul mondo del lavoro, ma sopratutto, vista la nostra natura, sul mondo digitale. Era un’occasione importante, visto che il più partito non al governo aveva la possibilità, per bocca del suo segretario, di parlare dello sviluppo su un asset molto importante per il nostro paese.
Intervistato da Giovanni Floris del Ballarò di Raitre, Bersani è riuscito, come sottolinea Giglioli dell’Espresso, a parlare per un’ora di digitale, senza dire la parola internet. Non si tratta di un fatto lessicale, ma in quello spazio si è sentito parlare di tutto tranne che di digitale, nel suo sviluppo e nella sua politica. Guardandomi intorno vedevo qualche blogger iscritto al PD con la voglia di parafrasare il Moretti di Aprile ed esclamare:”Bersani di qualcosa di digitale!”. Il segretario li accontenta subito: “L’iPad non l’ho mai usato ma ammetto che è assolutamente interessante”, ma ancora aggiunge “Uso l’iPhone ma solo a casa. Quando sei in giro è una distrazione” .
Eppure era stata lanciata da poco la campagna a favore dei blog, che dai dati che circolano sembra già essere purtroppo un fallimento, quindi l’occasione era ghiotta, su un tema dove il governo è sempre scivolato e ha sempre balbettato. Quello che viene fuori è che il ceto politico italiano non manca solo di un progetto per lo sviluppo digitale in questo paese, con le evidente ricadute che questo porterebbero, ma forse non ha neanche idea di cosa significhi veramente “digitale”, visto che lo confonde con i tech gadget – per non parlare del Gogol Berlusconiano. Non è solo un fatto di non conoscenza dell’uso del digitale, ma di un’atteggiamento quasi snob in cui non si comprende, per l’ennesima volta, che siamo in mezzo ad un cambiamento di livello pari alla stampa di Gutenberg. Compito della politica sarebbe quello di aiutare e governare i cambiamenti. Sarebbe…
21-06-2010
Bersani, di qualcosa di digitale!
Scritto da Simone Corami. nessun commento