Perchè dobbiamo ricordare questo 2009? Sicuramente perchè come dicono quelli iscirtti all’albo è stato l’anno dei social networks. Ma è stato l’anno dove si sono davvero viste due profonde e diverse concezioni dei social networks.
Due idee talmente diverse con cui dovremmo fare i conti già dal primo di gennaio. Una grande spinta dal basso che vede le nuove piattaforme social come luogo aperto di contatto, discussione e confronto, contro chi lo vede come uno spazio di consumo e pura evasione. E’ stato l’anno dei social networks perchè hanno raccontato l’onda verde dell’Iran, che purtoppo continua a far parlare di sè per le minacce di morte agli oppositori, l’anno ancora della Cina che censura Google ed Internet, l’anno dove chi non sta su Internet ha scoperto i blogger e la rete in generale, specialmente in Italia. Perchè la questione è ancora aperta, con una classe politica, nella sua maggioranza e solo quella parlamentare, che ha la tentazione di frenare la rete, ma ha anche tanta paura di farlo. L’anno in cui ci aspettamo la banda larga ed abbiamo avuto il digitale terrestre.
Ma è stato l’anno dove si stanno scontrando altre due visioni della rete, free VS pay, Google VS Murdoch. Anche questa è una faccenda non chiusa che ancora durerà portando chissà dove. Come la battaglia dei browser e delle cause in tribunali sui brevetti violati.
Ma fondamentalmente, nel bene e nel male, l’idea di futuro è ancora legata alla tecnologia e non ai cambiamenti sociali che essa porta con se. Ai piani alti continuano a restare chiusi nei loro portoni e neanche si sforzano di guardare verso di noi. Ma noi continuiamo lo stesso, soprattutto senza di loro.
Un augurio di un buon 2010 a tutti quanti.
IMOO – In My Own Opinion
Simone Corami