07-10-2010

Da Sarah Scazzi a Belpietro. Perchè odiano la rete?

Questo è uno sfogo. Ma è anche il tentativo di aprire uan riflessione. Il tentativo di comprendere perchè una parte di questo paese, la parte che comanda, odia la rete e ne fa puntualmente il capro espiatorio per ogni delitto. L’epilogo della vicenda di Sarah Scazzi, uccisa dallo zio reo-confesso è esemplare. Come è esemplare l’attentato al direttore di Libero Belpietro, di cui ora si mette in dubbio persino l’avvenimento, come hanno dimostrato alcuni giornalisti del Corriere della Sera. Ma il colpevole all’inizio si era già trovato ed era sempre la rete, precisamente i social network.
E’ difficile mettere insieme le due cose, me ne rendo conto, ma qualcuno lo fa, come gli sciacalli che ogni volta preferiscono puntare il dito sui cattivi social network, Facebook in primis, piuttosto che indagare i veri motivi. Sono le statistiche che dimostrano che gli omicidi su adolescenti e su donne sono da ricercare fra la famiglia o la cerchia dei rapporti più stretti. Invece parte sempre il solito circo mediatico, con il Tg1 in testa seguito da Brun Vespa, ma in grande compagnia, che preferisce associare Facebook alle sette sataniche e a qualsiasi fenomeno di violenza, senza soluzioni di coerenza e continuità, al solo lo scopo di…già, qual è lo scopo? Perchè assistiamo a politici, come hanno fatto precedentemente il presidente del Senato Schifani ed ora il Ministro dell’interno Maroni, che parlano del clima d’odio che c’è su Facebook, senza provare, con un minimo di sforzo, a comprendere che su Facebook ci sono cittadini che quel clima lo vivono nella loro vita quotidiana? Paragonare la rete oggi al clima degli anni ’70, come fece Schifani, è assurdo ed irresponsabile. Forse non si ricorda il presidente del Senato quando a giorni alterni c’erano allarmi-bomba nelle scuole, o gli scontro fra autonomi e fascisti per le strade?
Ogni anni sono migliaia le donne vittime di omicidio e di violenze, un numero enorme, da vera emergenza sociale che urla da anni, ed invece di analizzare la violenza di genere o di provare soluzioni, si continua a dare la colpa alla rete come una caccia all’untore di manzoniana memoria. Perchè? C’è solamenta la ricerca della soluzione semplice oppure è un piano preordinato?
Riguardo l’affare Belpietro, dove un agente di scorta spara tre colpi ad un presunto attentore, che ha visto solo lui, prima descritto come travestito da finanziere, poi con una tuta da ginnastica con le mostrine, siamo di fronte all’ennesimo tentativo di delegittimare un movimento contrario all’attale maggioranza politica, oppure a cosa? Sono queste le domande a cui si cerca di rispondere, senza puntare il dito su soluzioni facile come fanno gli accusatori di Internet. Perchè odiano la rete? Forse perchè non la capiscono? Anche i conservatori nel resto del mondo usano le potenzialità e le opportunità che il digitale ha con sè. In Italia no. Un paese, dove il talento sembra oramai essere disprezzato, assistiamo ogni giorno ad aumento di miopia della politica e della classe dei giornalisti e dei divulgatori di conoscenza. Non tutti certamente, non amo le generalizzazioni, cosa che invece va purtroppo sempre più di moda, dove si discute di più delle relazioni di Fabrizio Corona, piuttosto che di sviluppo, dove si preferisce inscenare un vergognoso pranzo riparatore a degli insulti di fronte alla Camera dei Deputati, piuttosto che affrontare la politica energetica.
Intanto Audiweb segnala l’aumento di chi usa internet in Italia da un anno all’altro, da un mese all’altro. Ma tutto questo sembra non interessare fuori dal Palazzo della Politica. Credo che sia il caso che qualcuno esca fuori da quel Palazzo.

Scritto da Simone Corami. nessun commento

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