Si è aperto ieri lo IAB 2009, la più importante conferenza sulla comunicazione interativa sul nostro territorio.Oltre 7000 operatori presenti. Unico grande assente è la politica italiana.
Se ne accorgono gli operatori, gli esperti e tutti gli utenti internet, che in Italia internet è un pianeta lontano, distante e magari di cui non fidarsi troppo. Paolo Romani, vicemininistro delle comunicazioni, doveva essere presente alla tavola rotonda sull’importanza della rete per le aziende italiane, ma ha inviato un biglietto di scuse nel poter essere presente all’evento. Una doccia fredda per Layla Pavone, presidente dello IAB Forum Italia, che mostra poi i dati sugli investimenti statali dei paesi europeri nelle infrastrutture informatiche. Non c’è sorpresa nel vedere che siamo negli ultimi posti. Gli altri paesi europei vantano risultati diversi. In Inghilterra Internet ha superato il fatturato pubblicitario della televisione: 1,75 miliardi di sterline contro 1,64 della tv. Il sorpasso è stato raccontato alla platea da Guy Phillipson, numero uno dello IAB inglese. In Francia Sarkozy, dopo la legge Hadopi 2, ha investito 7,5 milioni di euro, tramite l’FSI, sul Dailymotion, il rivale europero di Youtube. Inoltre la francia sta usando 2 miliardi di euro, gli stanziamenti contro la crisi, per lo sviluppo delle PMI su internet. Romani ha assicurato 1,5 miliardi di euro per le infrastrutture, ma mancano il dove, come e quando. Il web cresce di oltre il 10% mentre gli altri media sono in calo, eppure l’attenzione sembra ancora rivolta spasmodicamente verso la Tv.
A questo proposito segnaliamo l’ottobre da record per la Rai su internet, che ha raggiunto 6,6 milioni di utenti unici e 103,6 milioni di pagine viste. A trainare un’offerta video che conta su 33 canali, e’ il simulcast, ovvero la possibilita’ di seguire tutta la Rai in diretta. Tra i video piu’ richiesti, vince la musica di X-Factor con un milione di visualizzazioni, seguita da Anno Zero (800mila) e dalla sesta serie di Un Medico in Famiglia (600mila).Anche da noi qualcosa si muove, visto che metà paese usa internet anche in maniera corposa. Si rivede la stessa situazione del mercato editoriale, con metà paese che legge e l’altra no. Cosa manca all’altra metà? Non credo sia facile dare una risposta, ma è certo che la politica non sta svolgendo il suo ruolo di guida e di propulsore. Un’altra volta un’Italia a due velocità? Forse, ma fra chi vive e chi amministra.
04-11-2009
IAB Forum 2009: La politica italiana ignora il web
Scritto da Simone Corami. 2 commenti
Jessica-online 4 novembre 2009 - 16:12
La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu
ToneSpoopom 11 novembre 2009 - 22:24
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