23-07-2010

Il Bavaglio resta ai blog

C’è stato ottimismo quando sono state diffuse le notizie sul compromesso trovato in Parlamento sul ddl della legge sull’intercettazioni, al secolo Legge Bavaglio. Ottimismo, però, che è scemato immediatamente, perchè si tratta di coperta molto corta e che il bavaglio lo lascia, soprattutto ai blog.
Perchè? Perchè in realtà i veri obiettivi dell’operazione non erano tanto fermare i grandi giornali nazionali, ma, come opinione personale, ridurre l’uso delle intercettazioni come strumento di indagini e stoppare quello che alcuni settori della maggioranza vedono come il vero nemico: la rete.
Se Silvio Berlusconi parla di una campagna mediatica furibonda messa in atto contro di lui, non si può certo nascondere come egli stesso, altre figure istituzionali ed i loro entourage, abbiano lavorato negli ultimi mesi contro internet ed i suoi abitanti. Basta ricordare le parole del Presidente del Senato Schifani quando disse:”Ho visto su Facebook un clima talmente carico d’odio che non è neanche paragonabile a quello degli anni ’70″.
Torniamo ai fatti e parliamo dell’estensione dell’obbligo di rettifica previsto dalla legge sulla stampa del 1948 ai blog, che sta per diventare legge. E nella sua versione originaria, che prevede una sanzione fino a 12.500 euro per qualunque gestore di siti informatici “ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica” che non proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta e secondo precisi criteri di grafici, di posizionamento e visibilità. Gli emendamenti proposti al testo del comma contenente la norma (il 29 dell’articolo 1), sia quelli abrogativi avanzati dal PD che quelli migliorativi, come quello dell’On. Cassinelli del PDL, sono stati ritenuti infatti “inammissibili” dall’On. Bongiorno. Con un provvedimento che l’avvocato Guido Scorza non esita a DEFINIRE “lapidario” e “pressoché privo di motivazione”. Ad aggiungere al danno la beffa, tutto questo avviene proprio mentre “cade il bavaglio alla stampa”, grazie anche ai voti di PD e UDC all’emendamento del Governo. Che naturalmente non conteneva alcuna previsione riguardante la Rete. Avete letto qualche cosa su un grande quotidiano nazionale? Al massimo poche righe. D’altronde chi governa in Italia sembra vivere in un altro paese e ci vede come facevano gli americani una volta, con carretti e fiaschi di vino dopo che abbiano mietuto i campi di grano.
Però questo ennesimo tentativo di mettere il bavaglio alla rete non è solo italiano, anzi nel mondo c’è una silenziosa avanzata della censura e che vede Cina ed Iran sul banco degli imputati, anche perchè se lo meritano, ma con tanti altri correi che mostrano apparentemente di amare la libertà di espressione.
Maledetta destra? Beh, non scordiamoci il famoso ddl Mastella del vecchio centro-sinistra che risultava persino più pesante dell’attuale proposta di legge.
Io francamente e lo dico in tutta sincerità sono pessimista. Credo che alla fine questa legge passerà con buona pace dei grandi organi di stampa, a parte l’appoggio ai blogger di nicchie come Il Fatto, Sky oppure le belle parole dell’Unità e qualche altro. Chissà cosa diranno in quel momento gli intellettuali come Umberto Eco ed altri, che pur capendo il potere della Rete bollano come cretini i social network, magari senza sforzarsi di capire che su Facebook, fra una stupidaggine ed un’alta passano il problema del nucleare, la politica, il terremoto, la repressione degli aquilani e molo altro ancora.
Passerà perchè bisogna levare il potere ai blogger ed alla rete. Proprio ieri a Sky TG 24 hanno fatto vedere come un blogger smascherava alcune immagini di elicotteri della BP che alacremente lavoravano per fermare la marea nera. Ebbene il blogger ha fatto rilevare come le immagini dall’interno della cabina di pilotaggio fossero quelle di un elicottero fermo.
Significa che spegneranno la rete? No, no e no. Troveremo altre strade, altri modi, qualcosa inventeremo, perchè sappiamo di avere in mano uno strumento enorme per aumentare coscienza e conoscenza. Perchè in fondo la rete ha in se il potere ed il suo antidoto, in una parola che si chiama sharing.

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Scritto da Simone Corami. nessun commento

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