Italia.it, il portale della discordia, forse il progetto web meno apprezzato nella storia del nostro paese dagli addetti ai lavori, riapre i battenti. E le cose non sono cambiate molto.
Il progetto nella versione Rutelli, ma nato da un’idea del precedente ministo dell’Innovazione tecnologica Stanca, aveva subito un brusco stop ed era stato rilanciato in vista della nomina dell’on. Brambilla come responsabile del turismo. Per chi non conoscesse l’on Brambilla ricordiamo la sua direzione al canale satellitare del Popolo della Libertà*(vedi nota in fondo), che ora usufruisce delle sovvenzioni pubbliche. Il ministro Brambilla si è subito premunità dicendo che si tratta di una versione demo del portale, dopo la quasi totali di giudizi negativi del nuovo logo Italia, che sembra disegnato dal presidente Berlusconi in persona.
Al di là del giudizio estetico, il logo, che potete vedere nella foto, sembrava essere il prodotto di un format di Power Point e soprattutto aveva l’ordine dei colori messo secondo la bandiera ungherese. Altre polemiche erano sorte durante la presentazione non ufficiale dello stesso logo, avvenuta in diretta al TG4 di Emilio Fede durante lo spoglio elettoreale per le consultazioni europee, che potete vedere nel video sottostante.
La storia di Italia.it è nota, economicamente dolorosa e politicamente capace di descrivere la poca frequentazione dei nostri governanti con gli strumenti della rete. La creazione di una semplice pagina di accoglienza per i turisti desiderosi di ottenere informazioni rapide sull’Italia e le sue bellezze – così come hanno da tempo tutti i maggiori stati europei con qualche velleità turistica – si è trasformata, fin dai tempi del Ministro dell’Innovazione Stanca in un progetto ciclopico quasi irrealizzabile.
La nuova versione di Italia.it, dopo il successivo tentativo di Francesco Rutelli di dettare la parola fine ad un simile spreco di denaro pubblico, nasce ridimensionato nelle intenzioni ma modesto nella sua declinazione (pur tenendo presente la versione “demo”). Il sito è graficamente copiato da spain.info, l’embed dei contenuti ridotto al minimo, tanto che il motore di ricerca interno è appaltato con un link esterno ad un differente sito web, creato da Telecom Italia e Pagine Gialle, mentre perfino la pagina del Meteo non riesce a vivere di vita propria ma rimanda anch’essa ad un altro sito esterno, i cui contenuti sono forniti, solo in lingua italiana, direttamente dall’Aeronautica Militare. Si tratterebbe di un sito web di previsioni meteorologiche adeguato, con le cartine e tutto il resto, a patto di accettare di essere catapultati in una qualche maniera indietro nel tempo di almeno una decina d’anni.
*Rettifichiamo e correggiamo il precedente uso dell’espressione Partito della Libertà. Ci riferivamo al Popolo della Libertà e non al Partito della Libertà. Rigraziamo il dott. Raffaello Morelli, della Federazione dei Liberali, unici titolari del nome Popolo della Libertà, per averci indicato l’errore. La Federazione dei Liberali non vuole assolutamente essere accomunata alla cultura berlusconiana.