Il mondo reagisce unito dopo l’ennesimo atto di brutalità del regime iraniano condotto dal presidente Ahmadinejad. Dalle informazioni che abbiamo Panahi e gli altri sarebbero detenuti in un carcere a nord di Teheran, ma nulla trapela circa le condizioni del regista, dei suoi familiari e degli amici.
Il gruppo di Facebook, Protestiamo per l’arresto del regista Jafar Panahi ha superato i 4.000 membri e si sta organizzando per una manifestazione nazionale, a cui dovrebbero partecipare molte associazioni per i diritti umani, insieme a tanti personaggi della cultura e del cinema, in modo da sostenere la causa in maniera più visibile possibile.
Intanto anche il Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, dichiara la sua solidarietà e la condanna l’azione del regime iraniano: “L’arresto del regista Jafar Panahi, il Leone d’oro nel 2000, conferma che il regime iraniano ha imboccato la strada della repressione piu’ brutale nei confronti di ogni espressione di liberta’. Questo richiede da parte di tutti i Paesi democratici un sostegno e una solidarieta’ attiva e costante“. Ma tutte le formazioni politiche italiano sono unanimi nella condanna.
La colpa di Panahi è essere membro dell’opposizione di Mussawi, dopo le controverse elezioni presidenziali iraniane, che portarono i piazza milioni di persone contrarie ad Ahmadinejad e le ripetute accuse di brogli. Ma la colpa più grande è quella di voler realizzare un film su quel preciso momento e di voler raccontare la morte di Neda, barbaramente uccisa durante le manifestazioni.
Panahi doveva recarsi in Germania per partecipare al Festival di Berlino, ma Teheran non concesse il visto, temendo una fuga del regista, anche se in realtà Panahi, insieme agli altri suoi colleghi, sono sempre rientrati nel loro paese. La protesta si estende a tutta la situazione che si è sviluppata in Iran, dove è stato condannato a morte un ragazzo di 20 anni, per aver manifestato il proprio dissenso.
Vi chiediamo di aderire al gruppo di Facebook e magari di ripubblicare sui vostri social network i nostri post per estendere in modo virale il dissenso. Chi invece vorrà partecipare in modo attivo potrà rivolgersi al gruppo di facebook direttamente.
04-03-2010
Jafar Panahi – Sale la protesta della rete
Scritto da Simone Corami. nessun commento