I tempi corrono e la lingua si modifica oramai giornalmente. Un mare di acronimi si insinuano nel nostro linguaggio e tutti quanti faticano a tenere il passo. Ma la rete ci viene in aiuto.
Proprio la rete è sempre più il volano per una mole di acronimi sempre più grande. Il Wall Street Journal cita alcune divertenti gaffe riguardo fraintendimenti delle sigle, come quella della foto accanto. Per esempio Kate Washburn ha ricevuto in ufficio un’email con foto non adatte ai minori e siglate con l’avvertimento “Nsfw“, che sta per “non adatto per essere visto sul posto di lavoro”. Non conoscendo il significato della sigla, Kate ha controllato gli allegati come se nulla fosse, rischiando non poche ripercussioni sul posto di lavoro. Ancora peggio è andata a Cassandra McSparin, che mandando un sms a un’amica appena colpita da un grave lutto, lo ha chiuso con la sigla LOL, pensando indicasse “Lots of Love” (con tanto affetto) e che invece sta per “Laughing Out Loud”, ridere di gusto. Una caduta di stile non da poco, ma forse meno grave dell’idea di mandare un sms per fare le condoglianze.
Il fenomeno degli acronimi negli Stati Uniti è stato molto aiutato dall’affermarsi di Twitter, mentre per noi in Europa, ma anche in Asia, sono stati gli SMS a costingerci a comunicazioni più stringate, contenute in 160 caratteri. Gli SMS negli USA non sono mai decollati, basta pensare che l’82% degli utenti mobili non ne ha mai fatto uso.
Un pò di risorse per orientarsi ed essere aggiornati sugli acronimi.
NetLingo contiene 2000 abbreviazioni e viene aggiornato continuamente.
UrbanDictionary con i suoi 4 milioni di lemmi, in gran parte presi dallo slang americano.
Progetto Acronimini, realizzato da Wikipedia, che si basa su database importanti come Acronym Finder e Acronym Search.
No Slang invece è un applicazione realizzata specificatamente per iPhone.