In Francia, si sa, tutto ciò che è francese è migliore per definizione. Così anche le definizioni devono essere in francese. E’ il momento della rete, anzi della Toile, e di tutte le altre parole inglesi, che indicano le varie attività della rete.
Lo sciovinismo linguistico oltralpe è sempre stato una bandiera, anche se a volte l’Alta Corte ha tentato di fermare il dilagare di questa battaglia linguistica, ma alla fine la Commission générale de terminologie et de néologie ha sempre avuto la meglio. La commissione ha indetto un concorso di idee per modificare termini, come chat, buzz, web ed altri, con un’alternativa francofona.
Per la parola chat, la giuria ha individuato due alternative locali: éblabla e tchatche. Il primo è un neologismo, mentre tchatche in Francia si usa già per indicare chiacchieroni e logorroici.
Buzz (che significa, più o meno, indiscrezioni, pettegolezzo, ridondanza del messaggio pubblicitario, informazione che va in giro per il web, eccetera) per i francesi sarà ramdam (termine che ha surclassato le proposte actuphène, cancan, écho, échoweb, barouf, foin, ibang, réseaunance).
Talk diventa débat (meglio di parlage, parlotte, discut, échapar, débadidé, débatel, débafusion).
Tuning (cioè entrare in sintonia, oppure personalizzare la propria automobile) sarà bolidage.
Infine, la newsletter in francese sarà una banale infolettre.