24-03-2010

Romani a Smau Business

Si è aperta alla Fiera di Roma la tappa capitolina del roadshow di SmauBusiness, appuntamento interessante per imprese e professionisti che cercano soluzioni e risultati per il proprio business. Oggi presente alla conferenza il viceministro Paolo Romani.
Oramai è parecchio tempo che marchiamo Paolo Romani, dalla banda larga sino al decreto omonimo. Comunque si è parlato delle luci ed ombre del mondo dell’ICT italico, dove scontiamo i nostri ritardi, ma abbiamo anche tendenze positive, che andrebbero sostenute.
romaniPaolo Romani inizia male, parlando di banda larga, che per lui è di almeno 2 Megabit (Mbit), quando si dovrebbe parlare di 20 almeno, per riuscire e tende a precisare/contestare i dati presentati dal School of Management del Politecnico di Milano e non risparmia una piccola critica anche sui dati provenienti da Bruxelles. Ribadisce anche i soldi per la banda larga ci sono e Tremonti fa bene a tenerli in cassaforte per la fine della crisi. Techmex invece ha sempre pensato, come la maggior parte degli economisti, che il momento per l’infrastruttura sia forse già passato, ma anche oggi sarebbe importante realizzarla per prendere subito l’onda della ripresa. Però Romani sottolinea come la banda larga da 50 Mbit server non agli utenti comuni ma soprattutto ai distretti industriali.
Infatti il viceministro si riprende difendendo la rete come strumento sociale, culturale e di crescita economica, rimarcando il grande problema del Digital Divide. Addirittura attacca il Grande Fratello e dice che il vero passo importante sarà lo switch-off della Pubblica Amministrazione: quando la richiesta e la gestione di certificati e pratiche amministrative sarà tutto online. Lì esiste anche un problema culturale. Se la penetrazione di Internet in Italia è del 48%, ma altri dati parlano del 58%, cosa succederà agli altri? Soprattutto agli anziani, che solo in pochi hanno dimistichezza con gli strumenti informatici? Un problema che Romani pone, ma a cui non risponde, anche perchè non è lui che deve farlo, ma alcuni membri del governo, come i dicasteri dei Servizi Sociali e magari della Pubblica Istruzione. Infatti il viceministro tuona dicendo che il nostro è un paese con bassa alfabetizzazione, non informatica, ma generale. Vero e noi aggiungiamo che c’è un tasso, sopra il 30%, di analfabetismo di ritorno, cioè l’incacità a comprendere un testo quando lo si è appena letto.
In sostanza Romani pone questioni importanti sul piatto, ma farebbe bene a chiedere risposte ai suoi colleghi e magari riferirle anche noi.

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Scritto da Simone Corami. nessun commento

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