L’ultimo libro di Richard A. Clarke disegna uno scenario fosco, forse lontano, ma non impossibile: una cyberguerra che coinvolga gli USA contro altre potenze, prima su tutte la Cina. E’ questo lo scenario dopo la fine della guerra fredda, la lotta al terrorismo e l’unilateralità americana? L’autore ha rilasciato un’intervista al settimanale Newsweek.
Prima di tutto Richar A. Clarke è un esperto di sicurezza informatica ed antiterrorismo che ha lavorato per il governo americano per trent’anni, incarico che ha dovuto lasciare dopo le feroci critiche fatte a Bush nella strategia del post 11 settembre.
Clarke afferma che la cyberguerra sarà una parte importante di un conflitto possibile, che sarà combattutto da paesi con tecnologie sofisticate. Vede gli Stati Uniti non preparati per competere su questo campo e ricorda come l’economia elettronica sia più importante nel suo paese rispetto agli altri. Inoltre Clarke avverte che il ritardo è proprio nella Difesa, perchè i privati non si curano di questo settore, anzi vogliono essere difesi dal governo, ma il governo non sa ancora bene cosa fare e vive in un lassez faire determinato dal liberismo.
Abbastanza vero visto che Obama ha appena nominato il famoso zar della cybersicurezza, che aveva annunciato già alcuni mesi fa. Il settore debole sembra proprio essere quello privato, quindi banche, assicurazioni e carte di credito. Ma c’è un altro rischio, dimostrato anche dal famoso esperimento Aurora, avvenuto in Idaho: la possibilità che attraverso i siti privati si possa arrivare alla rete elettrica, che in realtà andrebbe protetta dal governo. E’ successo, quindi potrebbe accadere ancora. Un black out di una sola parte degli Stati Uniti avrebbe conseguenze inimagginabili.
Clarke dice che Obama e Summers, il suo consulente, già al Tesoro nell’amministrazione Clinton, credono che la sicurezza si farà senza regolamentazioni governative, un atteggiamento troppo liberista, il mercato in realtà non vuole spendere per queste cose.
Parla bene del nuovo zar della cybersicurezza, Howard Schmidt, che era il suo vice quando lui ricopriva quella incarico, ma bisogna vedere quanta voce in capitolo avrà nei suo rapporti con la Casa Bianca.
23-04-2010
Siamo pronti per una cyberguerra?
Scritto da Simone Corami. nessun commento