In un’estate dove il caldo torrido sembra aver lasciato la penisola italiana, per fortuna, la temperatura la alza ancora questo governo e sempre con il solito modo: attaccare la rete! Sembra diventato un passatempo per chi avrebbe tante cose più importante da seguire e realizzare, tanto da temere un’effetto stanchezza in noi che la difendiamo. Stavolta nel mirino ci sono le web tv.
L’allarme lo lancia la FEMI, la Federazione Italiana delle Micro Web Tv: la realtà delle piccole “televisioni” su internet (oltre 350 in tutta Italia) è a rischio sopravvivivenza in seguito alle recenti delibere dell’AgCom che danno seguito al percorso stabilito dal Decreto Romani, di cui Techmex ha parlato moltissimo nei mesi precedenti.
Se verranno confermati i nuovi regolamenti, infatti, tutte le web tv dovrebbero richiedere all’Agcom due autorizzazioni. Quella per trasmettere in streaming e quella per trasmettere on demand. Al costo di 3.000 euro ciascuna. Senza contare una burocratizzazione delle strutture che, di fatto, renderebbe ancora più complessa e costosa la gestione delle piccole realtà che trasmettono sul web. Decretandone, di fatto, la morte, come è facile immaginare. Soprattutto per quanto riguarda le micro web tv, che spesso si basano su attività quasi (se non del tutto) volontaria di chi le ha create.
L’avvocato Guido Scorza, paladino della rete, ci annuncia, come potrete vedere nel video sottostante, che l’AGCOM ha organizzato una consultazione pubblica con tutti i soggetti interessati riguardo la materia delle due libere. Purtroppo il tempo scade a fine mese e certamente l’estate non sembra un buon periodo per organizzare iniziative di questo genere. Comunque quando un’authority decide di aprirsi per consultare i soggetti indicati è sempre un buon segno.